3 FEBBRAIO, (USA/EUROPA).
La predazione del sottosuolo in Ucraina (il cd. “scudo ucraino”) e la guerra delle materie prime. Trump: “Terre rare ucraine in cambio degli aiuti USA alla difesa“. Scholz: “Egoistico, le terre rare vengano usate per la ricostruzione dell’Ucraina“. Le terre rare, 17 elementi chimici fondamentali per lo sviluppo del capitalismo digitale e green. Dal nucleare “pulito” ai pannelli fotovoltaici, dall’industria militare alla diagnostica medica, dalle auto elettriche all’aerospazio, passando per la produzione di batterie, smartphones, microchip.
8 FEBBRAIO, CATANIA (ITALIA).
E’ nella continuità tra pace capitalista e guerra guerreggiata che va compresa l’importanza di difendere la possibilità dell’umano gesto di rifiuto. La guerra è qui ed è ovunque, non solo perchè il treno o la nave di passaggio nei luoghi in cui viviamo possono trasportare merci tra cui armi e munizioni, la ricerca scientifica che si produce in Università è al servizio della guerra, ma anche perchè un dispositivo funzionale a profilarci in quanto “consumatori” o “cittadini”, può servire a sorvegliarci e, all’occorrenza, metterci al bando o puntarci addosso un missile. Il rifiuto popolare della guerra, tuttavia, è grande, la forza sta nelle mani e nel cuore di ciascuno di noi. Per questo gli Stati cercano di serrare i ranghi della popolazione. Prendendo esempio dalle decine di migliaia di atti di diserzione e rivolta che avvengono sul fronte della guerra in Ucraina, che cosa può significare disertare qui, nelle retrovie, tra noi che non siamo direttamente chiamati alle armi ?

11 FEBBRAIO, KRYVYJ RIH (UCRAINA).
A Kryvyj Rih, storico polo dell’industria del ferro e città natale di Zelensky, la popolazione rimasta senza riscaldamento da novembre è scesa in piazza per protestare. Inizialmente circa 130 mila residenti, scuole e ospedali, erano rimasti senza riscaldamento. Oggi circa 600 case rimangono senza riscaldamento. La gente ha bloccato una strada nel quartiere storico di Kres, chiedendo un incontro con il direttore dell’ente gestore del gas. Molti commentatori informati in questi mesi hanno sostenuto che molte città in Ucraina sono a rischio crollo del sistema di riscaldamento. “C’erano problemi con il riscaldamento prima. Ma quest’anno hanno deciso di non fare nulla. Hanno dissotterrato le tubature in estate e non hanno fatto nulla. La Naftogaz non ha stanziato fondi, le autorità locali si sono ritirate” ha affermato alla BBC il presidente dell’Unione dei consumatori dei servizi pubblici, Oleg Popenko.
13 FEBBRAIO, RETE.
Gli hackers di 3AM rivendicano di aver colpito l’azienda capofila dell’industria di guerra italiana, a controllo pubblico, Leonardo Spa, tramite attacco ransomware a due suoi fornitori: Cae (gigante canadese del settore aerospaziale) e Rotorsim (joint venture tra Cae e Leonardo). Non è ancora chiaro quali dati aziendali siano stati hackerati.
13 FEBBRAIO, SAN PIETROBURGO (RUSSIA).
Sulla recinzione vicino alla chiesa Spaso-Konyushennaya è apparsa una scritta contro la guerra: “Non voglio abituarmi alla guerra”.
19 FEBBRAIO, (RUSSIA).
Recentemente ameno 63 persone provenienti dal continente africano sono state inviate al fronte dalla regione di Pskov, di cui 12 oggi. Non è la prima volta che i migranti vengono reclutati per rimpinguare le unità militari. In cambio di un contratto con il Ministero della Difesa, viene loro promesso un iter accelerato per ottenere la cittadinanza russa. Alcuni stranieri vengono reclutati sotto le mentite spoglie di un contratto di lavoro o di servizio in strutture di sicurezza. Dopo aver firmato il contratto, vengono mandati al fronte. Sono noti casi di reclutamento di migranti provenienti da India, Nepal, Iraq, Zambia e Cuba.
20 FEBBRAIO, KIEV (UCRAINA).
Presso l’ambasciata statunitense a Kiev è in corso una protesta – probabilmente in cambio di soldi, affermano i nostri contatti locali – contro il potente capo del gabinetto presidenziale ucraino, Andriy Yermak, noto come “Cardinale verde” di Kiev. I manifestanti, sventolando bandiere statunitensi, si sono rivolti al Presidente e al Segretario di Stato USA chiedendo loro di non avviare alcuna trattativa con Yermak. “L’Ucraina sta precipitando nell’abisso e Andriy Yermak è al timone. Mentre l’esercito combatte e la popolazione sopravvive, Yermak e il suo seguito si arricchiscono. È ora di porre fine a tutto questo!” Aggiornamento: i manifestanti sarebbero stati tutti arrestati. Questa protesta avviene in concomitanza con le ultime dichiarazioni di Trump dall’Air Force One: “È ora che l’Ucraina indica elezioni. E vogliamo sapere dove sono finiti i soldi che abbiamo mandato.“
20 FEBBRAIO, TORINO (ITALIA).
Studenti occupano il Politecnico “contro i signori della guerra” in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico in cui è prevista la presenza del Ministro Tajani. Nel contesto di guerra, si legge nel testo fatto girare dagli studenti, “il Politecnico rappresenta la punta di diamante, la sua centralità strategica si manifesta attraverso la stretta collaborazione con aziende come Leonardo che traggono spropositati guadagni grazie alle guerre che stanno insanguinando ogni angolo della terra”. La presenza di Tajani è prevista per la mattina di venerdì 21 febbraio alle 9. Al momento tutti gli ingressi del Politecnico sono militarizzati, mentre gli studenti che hanno passato la notte nell’ateneo stanno bloccando gli accessi all’Aula Magna.
15 FEBBRAIO, SAVONA (ITALIA).
C’è stato un attentato terroristico di Stato in Liguria e non ce ne siamo accorti. La notizia continua a passare in sordina. A poche centinaia di metri dal porto di Vado Ligure (Savona), la petroliera “Seajewel” battente bandiera maltese è stata colpita da una doppia esplosione che ha causato una grossa falla. La petroliera non è saltata in aria né ci sono state fuoriuscite di petrolio in mare, ma
l’attacco si configura come un “avvertimento” di Stato a dir poco inquietante. La questione riguarda l’ormeggio della “flotta fantasma” russa. Difficile non rilevare la sorta di rivendicazione dell’attentato pubblicata sull’Ukrainska Pravda il 17 febbraio: “
Ship violating sanctions by transporting Russian oil to Europe struck by explosion in Italy”. Se le bombe su una petroliera con capacità di carico superiore alle 100mila tonnellate, a poca distanza dalla costa, avessero squarciato la chiglia come nell’intento di chi le ha posizionate, le conseguenze sarebbero state devastanti.
26 FEBBRAIO, BUCAREST (ROMANIA).
Il candidato alla presidenza Călin Georgescu è stato arrestato mentre andava a ricandidarsi. Il 6 dicembre la Corte Costituzionale rumena aveva infatti annullato le elezioni vinte da Georgescu. I rapporti dell’intelligence sostenevano che la sua campagna elettorale su TikTok portasse i segni di una “interferenza russa”. Tuttavia, l’Agenzia nazionale per l’amministrazione fiscale della Romania (ANAF) ha successivamente rivelato che la campagna fosse finanziata dal Partito nazionale liberale (PNL) filo-europeo. Politico di estrema destra, Georgescu definisce “eroi” l’ex dittatore filo-nazista rumeno Ion Antonescu e Zelea Codreanu, fondatore della razzista e antisemita Guardia di ferro. Georgescu gode di molta popolarità tra le masse che vedono nell’Unione Europea un nemico. E’ apprezzato anche dall’amministrazione Trump, tanto che il vicepresidente USA, JD Vance, nei giorni scorsi ha dichiarato che la Romania non può avere “valori comuni” con Washington “se si annullano le elezioni perché non ci piace il risultato”. L’annullamento delle elezioni si inserisce in un filone già visto nell’ambito delle democrazie occidentali, volto alla neutralizzazione di leader populisti identificati come “antisistema”. I capi d’accusa nei confronti di Georgescu sono almeno sei. L’uomo è stato interrogato per quattro ore prima di essere rilasciato e posto sotto controllo giudiziario per 60 giorni (non potrà lasciare il paese) . A Bucarest si è radunata una grande folla, che lo ha atteso fino alla sua ricomparsa.
FEBBRAIO, (USA-UCRAINA).
Elemento centrale nella rissa andata in scena nello studio ovale, la diserzione, fattore determinante nel crollo del fronte occidentale. “
Vai in giro e costringi i coscritti in prima linea perché hai problemi di uomini” si sente JD Vance dire, strumentalmente e non certo per preoccupazioni etiche, a Zelensky. Questa la situazione in Ucraina nelle ultime settimane, tra rastrellamenti in strada e resistenza,
nel video postato da un noto blogger liberal della sinistra ucraina, emigrato.
26 FEBBRAIO, MARSIGLIA (FRANCIA).
Residenti del 15° e 16° arrondissement di Marsiglia
si sono mobilitati contro il progetto del colosso britannico Segro, che vuole costruire una piattaforma logistica e un datacenter in una zona già oggetto di numerosi interessi logistici, dal porto all’autostrada. A Marsiglia la proliferazione di datacenter – oggetto fondamentale per alimentare il mondo-guerra in cui viviamo – è legata al fatto che sedici cavi sottomarini intercontinentali arrivano oggi in questa città, collegando l’Europa all’Asia, al Medio Oriente, all’Africa e agli Stati Uniti. Sono questi cavi intercontinentali che consentono alle informazioni digitali, al Cloud, all’Intelligenza Artificiale di funzionare. In Italia è l’area di Milano ad essere ormai satura di datacenter, tanto che oggi è Torino a veder aumentare l’interesse per nuovi investimenti, oltre ai 10 datacenter già presenti in città.