dicembre 2024.

2 DICEMBRE, ROMA (ITALIA).

Ore 10 Presidio davanti all’Ambasciata ucraina di Roma

via Monte Pramaggiore 13

A novembre eravamo davanti al Consolato ucraino di Milano, il 2 dicembre saremo davanti all’Ambasciata ucraina di Roma per ribadire che rifiutarsi di combattere non solo è giusto, ma è l’unico modo per evitare un disastro globale per l’umanità intera. Contro le frontiere chiuse per impedire la fuga di chi si ribella, dalla parte di chi si rifiuta di morire per la patria e di chi cerca di ostacolare la macchina della guerra ovunque, in Ucraina, in Italia, come nel resto dell’Europa e del mondo.

3 DICEMBRE, ODESSA (UCRAINA).

Uso incrociato di spray in un ennesimo conflitto in strada tra un reclutatore dell’esercito e un uomo.

4 DICEMBRE, (ITALIA).
La stampa occidentale non può più tacere. Si continua a parlare in modo crescente dell’ipotesi di crollo del fronte, salvo che il conflitto venga “congelato”.
In questo articolo dai toni sorprendentemente disfattisti vengono ripresi gli scritti di Assembly, per affermare che «la fuga del personale delle Forze Armate ha ormai assunto il carattere di una valanga». (…) Lo scorso mese, su un grattacielo alla periferia di Kharkiv, in Ucraina orientale, è improvvisamente comparso uno strano slogan: «I fucili – diceva – puntateli contro coloro che ve li hanno messi in mano». La frase, dal gradevole retrogusto eversivo, sarebbe certamente piaciuta agli ex soldati russi Vyacheslav Trutnev e Dmitry Ostrovsky, che dopo aver disertato dall’esercito di Putin, a inizio ottobre, hanno scritto e diffuso via social la seguente canzone rap: «Me ne frego se mi chiamano traditore/ non ho perso la mia dignità/ Aiutiamo le nostre madri/ mettiamolo in culo ai nostri comandanti».

14 DICEMBRE, (UCRAINA).

Il corrispondente militare ucraino Yury Butusov sui dettagli dello “scandalo” nella 155ª Brigata “Anna di Kiev”, addestrata in Francia, il cui comando è stato recentemente rimosso. Lo scandalo è iniziato dopo che l’esercito russo ha sfondato a sud di Pokrovsk. Secondo Butusov, il comando ucraino ha deciso di rimpolpare la brigata con persone reclutate con la forza e senza alcuna formazione adeguata.

“Diverse migliaia di persone sono state arruolate nella brigata letteralmente dalla strada, i cosiddetti “busificati” (gli uomini rapiti in strada dall’esercito con bus e minivan). Queste persone sono state vestite in uniforme ed è stato dichiarato che si trattava di una brigata a tutti gli effetti”. Butusov ha specificato che più di mille persone sono diventate SZCh (“chi abbandona la propria unità senza autorizzazione”).

La responsabilità per quello che è accaduto con questi “busificati” è stata attribuita al comandante della brigata, che è stato rimosso”, ha aggiunto.

16 DICEMBRE, ODESSA (UCRAINA).

Un gruppo di donne attacca i poliziotti contro la mobilitazione alla guerra al mercato Privoz di Odessa. Dichiarazioni ufficiali affermano che la polizia ha fermato un’auto Ford per un controllo e ha scoperto che l’autista era ricercato ai sensi dell’articolo 408 del Codice penale (diserzione).

L’uomo si è comportato in modo aggressivo: ha urlato, ha resistito agli agenti di pattuglia e ha cercato di scappare. Gli ispettori, in conformità con la legge, hanno informato l’autista dell’arresto e hanno usato manette e forza fisica contro di lui per garantire la sicurezza. Durante l’arresto, diverse donne hanno ostacolato il lavoro della polizia. Gli ispettori hanno cercato di spiegare loro la legalità delle loro azioni e di avvertirle delle conseguenze dell’ostruzione, ma il loro richiamo all’ordine non ha avuto effetto“.

16 DICEMBRE, (ITALIA).

In onda su Radio Blackout la puntata_zero di Happy Hour. Pillole sintetiche dal mondo-guerra.

La guerra-informe e il rifiuto radicale.

Cercare di fissare la forma della guerra è oggi evidentemente impossibile, non perchè la guerra sia sparita, benchè nei termini del Diritto ne si nasconda il nome pur affermandone l’incontestabile giustizia. Al contrario, all’interno di un regime di emergenzialità permanente, è proprio una “guerra-informe” a svelarsi sempre più sfacciatamente ai nostri occhi come ubiqua, fondamento e orizzonte dei complessi scientifici-militari-industriali capitalisti in cui viviamo, tanto nei termini di guerra militare, quanto in quelli di guerra civile.

Quali sono i cambiamenti sopraggiunti tra gli anni Novanta, in cui si affermò una nuova grammatica dello ius bellum, e l’attuale situazione in cui la guerra militare di certo non è occultata, mentre la guerra civile si manifesta anche dentro alle mura erette dalla culla della civiltà e del progresso? Qual è il significato profondo della “dottrina della deterrenza nucleare”? E che cosa può significare oggi disertare?

17 DICEMBRE, MOSCA (RUSSIA).

Il generale russo Igor Kirillov, comandante delle truppe di difesa nucleare, chimica e biologica delle Forze armate, è stato ucciso in un attentato a Mosca, insieme al suo assistente. Lo riporta la Tass. A ucciderli è stata l’esplosione di un ordigno piazzato in un monopattino elettrico in viale Ryazansky, nel sudest della capitale russa.

I servizi di sicurezza ucraini hanno rivendicato la responsabilità della sua morte. Il Comitato investigativo russo ha denunciato il fatto come “terrorismo”. E il vicepresidente del Consiglio di sicurezza, Dmitrij Medvedev, ha minacciato un’imminente vendetta.

18 DICEMBRE, TORINO (ITALIA).

Gli studenti si oppongono all’accordo tra Università di Torino e Thales Alenia Space, azienda centrale nell’economia di guerra. Questa punta di diamante dell’industria dell’aerospazio è parte del progetto di “Città dell’aerospazio” a Torino, laboratorio sinergico tra Università, Industria e NATO.

19 DICEMBRE, VENEZIA (ITALIA).

Ore 11.30 Corteo contro la guerra, contro la Leonardo S.p.a. “La guerra non è una questione tra le molte, ma l’orizzonte dentro al quale viviamo. Dobbiamo partire da questa consapevolezza. E fare dei tentativi, per provare ad essere sabbia negli ingranaggi della macchina bellica. Solo così la guerra si può fermare. Per chi vuole essere parte di questo tentativo, ci vediamo a Tessera.”

Cariche e scontri al presidio in corso dalle 11 contro la Leonardo Spa a Tessera (Ve). Durante una delle cariche del blocco di una rotonda un compagno è stato portato via dalle guardie che ora stanno chiudendo i compagni a panino. Il blocco della strada che porta alla Leonardo e anche all’aeroporto “Marco Polo” continua.

14.45 – Il compagno fermato, che era stato portato in questura a Venezia, è stato rilasciato con denuncia per resistenza. Nel frattempo a Tessera fin’ora i bus per l’aeroporto di Venezia “Marco Polo” hanno dovuto per forza tornare indietro e i turisti a piedi con i trolley sotto la pioggia si fanno 1 km a piedi. Il blocco ha sicuramente creato disagio anche alla logistica e al cambio turno delle 14 della Leonardo Spa. Questa zona è di alto interesse strategico, vicino si trova il porto di Marghera, uno dei principali snodi logistici dell’economia di guerra in Italia.

15 – Il blocco defluisce.

 

Una prima diretta a Radio Blackout sul blocco contro la sede di Tessera (Venezia) dell’azienda di Stato Leonardo Spa.

Il blocco si è preso uno svincolo stradale in grado di portare danno tanto alla logistica e al cambio turno della prima produttrice di armi per profitto in Italia e nell’Unione Europea, quanto al vicino aeroporto “Marco Polo”, centrale per il turismo in laguna. Il dispiegamento poliziesco ha agito in maniera muscolare, a sancire l’importanza strategica per lo Stato di quell’area. Va ricordato che a pochi chilometri si trova anche Marghera, dove è situato il Porto, snodo logistico da cui transitano navi cariche di armi, e dove ha sede Fincantieri, fabbrica di morte non solo al suo esterno, ma anche al suo interno. E’ di qualche mese fa la morte di Islam, lavoratore bengalese caduto mentre veniva sfruttato da una delle sue ditte di appalto.

Блокада штаб-квартиры военной корпорации “Leonardo” в Тессере (пригороде Венеции возле аэропорта “Марко Поло”), которая была организована неформальными анархистами из Венеции и в ходе которой произошло задержание полицией одного из товарищей анархистской инициативы “campiselvaggi”.

DICEMBRE, KHARKIV (UCRAINA). 

Dal canale YouTube ucraino "Ua_defenders". 
Pressochè l'intera 2a compagnia del 152° battaglione della 117a Brigata di difesa territoriale ha abbandonato le posizioni senza permesso, in zona Kupyansk nella regione di Kharkov. 

Il comando aveva dichiarato: "Non ci interessa quanti di voi torneranno vivi, la cosa principale è completare la missione di combattimento". 

Un ordine poco allettante.
AUTUNNO 2024, (UCRAINA).

L’esplosione avvenuta il 15 dicembre vicino al centro commerciale di Dnepropetrovsk, con un morto e quattro feriti, ha attirato l’attenzione dell’intero paese sul fenomeno degli attacchi in strada con miscele incendiarie ed esplosivi. La procura regionale di Kharkov ha riferito il 23 ottobre che quest’anno nella regione sono stati aperti 40 procedimenti penali per l’incendio doloso di 37 veicoli appartenenti alle Forze Armate ucraine o utilizzati dai militari.

La maggior parte degli autori, secondo le dichiarazioni ufficiali, sarebbero reclutati dalla Federazione Russa tramite Telegram.

L’11 dicembre, il portale di notizie di un oligarca agricolo di Kharkov ha riferito che il vice procuratore regionale Alexander Suzy ha scritto una lettera alle scuole di Kharkov, chiedendo di organizzare incontri con genitori e studenti sulla possibile partecipazione dei ragazzi a queste azioni, al fine di controllare la loro presenza nelle classi e il loro tempo libero.

14 DICEMBRE, (UCRAINA).

Il corrispondente militare ucraino Yury Butusov sui dettagli dello “scandalo” nella 155ª Brigata “Anna di Kiev”, addestrata in Francia, il cui comando è stato recentemente rimosso. Lo scandalo è iniziato dopo che l’esercito russo ha sfondato a sud di Pokrovsk. Secondo Butusov, il comando ucraino ha deciso di rimpolpare la brigata con persone reclutate con la forza e senza alcuna formazione adeguata.

“Diverse migliaia di persone sono state arruolate nella brigata letteralmente dalla strada, i cosiddetti “busificati” (gli uomini rapiti in strada dall’esercito con bus e minivan). Queste persone sono state vestite in uniforme ed è stato dichiarato che si trattava di una brigata a tutti gli effetti”. Butusov ha specificato che più di mille persone sono diventate SZCh (“chi abbandona la propria unità senza autorizzazione”). La responsabilità per quello che è accaduto con questi “busificati” è stata attribuita al comandante della brigata, che è stato rimosso”, ha aggiunto.

23 DICEMBRE, (RUSSIA).

Un articolo dell’iniziativa anarco-sindacalista russa KRAS parla delle manifestazioni contro la guerra che si sono tenute in Europa occidentale.

“Nelle ultime settimane si sono tenute manifestazioni contro la guerra in Italia, Germania e Francia. Esprimono solidarietà con fuggiaschi e disertori, contro la repressione che colpisce coloro che non vogliono combattere, e criticano i regimi al potere a Mosca e Kiev. La francese CNT-AIT sostiene le proteste internazionaliste degli attivisti russi e ucraini. In Italia, l’iniziativa anarchica italo-ucraina “Campi Selvaggi” partecipa attivamente alle azioni antimilitariste con trasparenza: “Solidarietà con coloro che disertano la guerra”. Il 30 novembre, i suoi membri sono andati a una manifestazione contro le guerre a Roma, con gli slogan: “Contro la guerra e il genocidio, sabotiamo la NATO”; “Solidarietà con i disertori russi e ucraini, dalla parte di coloro che si ribellano” . Il 2 dicembre è stato organizzato un picchetto davanti all’Ambasciata ucraina nella capitale italiana e nel vicino mercato: “Contro la guerra, che bisogna fare: sabotare e disertare!” ; “Con i disertori russi, con i disertori NATO, il nostro nemico è lo Stato”; “Economia di guerra, disastro nucleare, è venuta l’ora di fargliela pagare”, ecc. Il 19 dicembre i compagni hanno partecipato al blocco della corporazione militare Leonardo SPA a Tessera (Venezia). Un compagno è stato catturato dalla polizia. In Germania, i fuggiaschi dai paesi dell’ex Unione Sovietica sono sostenuti dal movimento locale contro la guerra e pacifista. Il 14 dicembre, a Norimberga, dove si trova l’Agenzia federale per la migrazione e i rifugiati, si è tenuta una manifestazione con la partecipazione di circa 200 persone (…)”.

 

26 DICEMBRE, KIEV (UCRAINA).

Agitazione studentesca all’Università di Kiev contro il divieto di utilizzo di Telegram.

Dal 1° novembre 2024, l’Università Nazionale “Taras Shevchenko” di Kiev ha introdotto il divieto di utilizzo di Telegram sui dispositivi ufficiali degli insegnanti e dell’amministrazione. Questa decisione è diventata parte di un’iniziativa nazionale volta ufficialmente ad “aumentare il livello di sicurezza informatica” nelle istituzioni governative, nonché nelle infrastrutture critiche. D’ora in poi Telegram non potrà più essere scaricato tramite Wi-Fi nei dormitori e nei campus universitari (tuttavia sarà possibile tramite proxy o VPN). Tali restrizioni erano state annunciate a settembre, ufficialmente per “i rischi associati al possibile accesso ai dati personali degli utenti da parte dei servizi speciali russi“.

In realtà la comunicazione continuerà tramite la buona vecchia posta elettronica e i dati personali continueranno a essere elaborati e archiviati sulla base di Russian Optima. D’ora in poi, tutte le informazioni saranno pubblicate nei castelli informatici di Meta – Facebook e Instagram. Tra le alternative di messaggistica vengono prese in considerazione molte applicazioni, il cui requisito principale è semplicemente: non essere Telegram.

Anche l’Università Nazionale di Leopoli, l’Università Nazionale “Yuriy Fedkovich” di Chernivtsi, l’Accademia Kyiv-Mohyla e l’Università “Borys Grinchenko” di Kiev hanno introdotto divieti simili.

28 DICEMBRE, TRANSCARPAZIA (UCRAINA).

Incendio notturno nella città di confine di Chopa: bruciate tre auto delle guardie di frontiera. Un ragazzo è stato arrestato, ha rivendicato l’azione e rischia 10 anni di carcere.

28 DICEMBRE, (RUSSIA).

ll Ministero della Difesa russo ha riferito del completamento della coscrizione autunnale. Sono state richiamate in totale 133.000 persone che, secondo i dati ufficiali non sono state inviate nelle zone di combattimento. La realtà è ben diversa.

L’organizzazione liberal “Idite Lesom” (scappa nel bosco) sostiene di aver supportato per questa nuova coscrizione 4.556 renitenti, il doppio rispetto al 2023. Inoltre riporta le seguenti informazioni:

Raid di massa contro i coscritti: sono stati registrati 170 raid da parte dei reclutatori, il doppio rispetto allo scorso anno. I coscritti sono stati spesso prelevati direttamente dalle loro case o nelle metropolitane di Mosca e San Pietroburgo grazie alle telecamere con riconoscimento facciale e portati al centro per il reclutamento di Ugreshskaya. I poliziotti sono arrivati a fingersi corrieri per consegnare le cartoline di convocazione. I coscritti sono stati costretti con ogni mezzo a firmare documenti e indossare un’uniforme: picchiati, minacciati e tenuti senza cibo né acqua. Gli uffici di registrazione e arruolamento militare hanno inviato SMS con minacce di procedimenti penali.

Per la prima volta, la coscrizione ha colpito i residenti della regione occupata di Zaporozhye.

Il registro elettronico delle convocazioni via Gosuslugi non ha ancora iniziato a funzionare su larga scala, ma è stato lanciato in modalità test nelle regioni di Ryazan, Sakhalin e Mari El. In altre regioni sono state inviate citazioni elettroniche che non hanno ancora valore legale. Il Presidente della Commissione Difesa della Duma, Kartapolov, ha annunciato che il registro sarà effettivo dal 1° gennaio 2025.

Un messaggio internazionalista e antimilitarista dalla Romania.

pubblichiamo questo messaggio che ci è stato mandato dalla Romania in vista del presidio in solidarietà a tutti i disertori del 2 dicembre a Roma.

Un messaggio internazionalista e antimilitarista dalla Romania

Scriviamo questo messaggio nella sera del primo dicembre, il giorno in cui si celebra la festa nazionale della Romania. Un giorno in cui, questanno, sono state organizzate le elezioni parlamentarie, e che si trova tra due elezioni a distanza di una settimana per la presidenza del paese. In questo periodo oscuro per alcuni e pieno di speranze per altri, molti romeni (inclusi quelli della “diaspora”) si sono sentiti chiamati a portare, con il proprio voto, un cambiamento nel governo del paese. Considerate le sofferenze nella maggior parte della popolazione apportate dalla governance di questi ultimi anni, così come il contesto globale caratterizzato da guerre e militarizzazione europea, la società romena ha tutte le ragioni per desiderare un cambiamento del sistema politico. Almeno di quello locale.

Ma il voto si rivela, come sempre, una menzogna, una finzione che i politici (i vecchi e i nuovi) usano abilmente per guadagnarsi legittimità, approfittando di una popolazione sofferente. E il messianismo salvifico di coloro che sembrano vincere queste elezioni, cioè i rappresentanti dell’estrema destra, non è altro che l’esca più velenosa che una società possa ingoiare.

Confini, sovranismo, identità, nazionalismo (con la sua ombra: la guerra), difesa delle tradizioni e del cristianesimo sono proposti come un falso antidoto in un mondo alla deriva. Il nazismo promise le stesse cose. Ma la storia ci ha già mostrato che queste medicine prescritte hanno effetti collaterali incompatibili con la vita stessa, criminali: cioè isolamento, militarizzazione nazionalista, sfruttamento “sovrano”, xenofobia e razzismo, discriminazione, sterminio.

In queste elezioni, molti romeni hanno votato proprio coloro per i quali fascismo, nazismo e legionarismo rappresentano modelli di sviluppo spirituale, economico e culturale. Per la carica di presidente della Romania si è presentato uno per il quale l’acqua non è H2O e i criminali fascisti e legionari come Antonescu e Codreanu dovrebbero essere considerati eroi nazionali. E ha preso la maggior parte dei voti nel primo turno.

Un posto di primo piano nel parlamento romeno spera (e sembra averne le possibilità) di occuparlo il partito di estrema destra AUR, il cui “interesse strategico” nazionale è lo sviluppo del “capitale autoctono”. Cioè lo sfruttamento con manodopera in camiccia nazionale. Ma coloro che lavorano in altri paesi capiscono di avere più in comune con un lavoratore italiano, marocchino, albanese, moldavo, ucraino che con coloro che ci pagano lo stipendio, indipendentemente dalla loro nazionalità.

Un imprenditore tedesco o italiano non è migliore di uno romeno solo perché è “occidentale”. Così come quello romeno non è migliore degli altri solo perché è “uno di noi”. Tutti hanno gli stessi interessi. Ed i veri problemi, come la disuguaglianza economica, la divisione sociale, gli interessi finanziari e politici dei governanti, sono nascosti sotto discorsi patriottici. La classe dei politici, delle grandi aziende, del capitalismo finanziario locale o internazionale, non ha che da guadagnare dallo scontro tra i più deboli, incitando gli uni contro gli altri (non è forse la “diaspora” la più criticata da coloro che sono “rimasti a casa” ogni volta che ci sono le elezioni?).

Come è il padrone così è la guerra. Come i grandi imprenditori (e gli Stati che questi guidano) hanno gli stessi interessi, così nessuna guerra può essere più giusta di un’altra. Quando un partito “patriota” dice “vogliamo la pace”, in realtà dice “Vogliamo dare piu vitalita alle imprese nazionali nel settore militare”, vogliamo “investimenti nella creazione di unità produttive per la NATO” (citazione dal programma AUR). Questo significa per loro la pace: fabbriche, armi e uniformi tricolori. Ma la morte di che colore è?

Le vittime della guerra siamo tutti noi, indipendentemente dalla nazionalità, dalla religione, dall’etnia, dall’orientamento sessuale o di genere. Chi è più o meno vicino alla linea del fronte non potrà che essere solidale, sostenendo chiunque sia costretto a combattere contro un aggressore. Ma forse proveremo una passione ancora maggiore per tutte quelle persone che decidono e riescono a fuggire dalle grinfie delle milizie, rifiutando di sacrificare la propria vita per la “patria” e la “nazione”. I più umili sono sempre stati chiamati dai governanti degli Stati, siano essi più o meno “sovrani”, a sacrificare la propria vita nei giochi delle classi politiche autoproclamatesi “patriottiche”.

I più umili, indipendentemente dalla provenienza, italiani, ucraini, russi o romeni, sono esortati (alcuni addirittura obbligati) a credere e rispondere alla chiamata del sacrificio e del crimine in nome di un bene supremo nazionale, sovrano. Partiti come AUR e SOS Romania, e politici come Georgescu, Simion, Sosoaca e altri legionari fascisti ci dicono che un imperialismo da ovest è cattivo, ma uno da est è buono. Noi diciamo che tutti gli imperialismi meritano la stessa condanna e come tali devono essere combattuti. E nel caos assordante delle guerre, l’unica risposta degna di umanità e giustizia può essere data solo dalla nostra voce, di coloro che sono chiamati al sacrificio, indipendentemente dal paese in cui siamo nati.

L‘unica risposta: solo la voce della solidarietà attiva, complice con chiunque (fosse dell’Ucraina o della Russia) si rifiuta di credere nella guerra e nel crimine. Una voce che lotta per un mondo senza confini. L’unica risposta è la voce che grida in tutte le lingue

Guerra alla guerra e a chi la allimenta!

Solidarietà internazionalista con tutti i disertori!

(un colettivo antiautoritario dal NE della Romania)

Qui la versione in romeno: apeldelaest

novembre 2024.

1 NOVEMBRE, TORINO (ITALIA).

In vista del 4 novembre, presidio al Consolato ucraino di Milano, compare qualche scritta e foglio murale all’Ufficio immigrazione della Questura, all’Università di Torino, al mercato di Porta Palazzo, alla Chiesa ortodossa…

 

 

2 NOVEMBRE, VENEZIA (ITALIA).

A Venezia contro la guerra.

Un corteo di circa 150 persone attraversa Venezia. Il senso del corteo è stato quello di porre la questione della diserzione, in particolare quella ucraina e russa, alle nostre latitudini, tema totalmente assente, ma necessario per costruire quella bussola etica da utilizzare in questo momento storico. Un corteo che è riuscito a tenere insieme questo tema della diserzione ucraina e russa, la resistenza palestinese, libanese e yemenita contro il genocidio algoritmico israeliano supportato da tutto l’occidente, e la questione del ddl1660. Infatti, si è riusciti, sfidando il divieto della polizia, a passare sotto il carcere e con cori, fuochi d’artificio e rumori si è portata solidarietà ai detenuti, che hanno risposto con potenza. Un piccolo segnale per ricordare a loro che “fuori” c’è chi non li lascia soli, e a noi che bisogna continuare a lottare in qualsiasi contesto in cui ci si trova.

4 NOVEMBRE, MILANO (ITALIA).

(…) Con la consapevolezza che la mobilitazione generale passa sempre più attraverso identità digitali biometriche funzionali a sorvegliarci, arruolarci o eliminarci, di cui esempio sono i sistemi di autorizzazione e varchi implementati durante la pandemia di COVID, abbiamo espresso la nostra tensione disfattista e internazionalista davanti al Consolato ucraino di Milano, che non rinnova i documenti a chi non si registra sul database elettronico per l’arruolamento “Oberih”, sistema analogo a quello implementato in Russia, “Gosuslugi”.
Nonostante l’imponente dispiegamento di Carabinieri, Polizia ed Esercito, gli interventi al microfono e i volantini distribuiti hanno incontrato l’interesse di chi si trovava lì per espletare pratiche burocratiche. Più di una parola è stata scambiata con persone rabbiose per i propri cari rapiti dallo Stato per andare al fronte: “i poveri vengono sacrificati”. (…)

Testo integrale e immagini QUI.

Diretta su Radio Blackout QUI.

7 NOVEMBRE, NOVOSIBIRSK (RUSSIA).

In serata si è svolto in Siberia un piccolo raduno contro la guerra organizzato da forze comuniste e autorizzato dalle autorità.

Sergei Krupenko, fuoriuscito dal Partito Comunista Operaio Russo in contrasto con le posizioni relative alla guerra in Ucraina, alla fine della manifestazione l’ha definita apertamente “contro la guerra”.

Oggi questo governo ha trascinato il Paese e decine di milioni di persone in un’avventura sanguinosa, sapete dove! Ogni giorno le persone muoiono. La popolazione civile soffre”. In precedenza era già stato multato per aver “screditato” l’esercito.

7 NOVEMBRE, URALI MERIDIONALI (RUSSIA).

Un altro raid anti-migranti ha avuto luogo all’aeroporto internazionale Kurchatov di Chelyabinsk. La polizia ha controllato quasi 250 “nuovi” cittadini. Nel rapporto del servizio stampa del Ministero regionale degli affari interni si dice che “sono state notificate cartoline per la coscrizione“, ma il numero specifico viene taciuto. Queste azioni fanno parte di una campagna più ampia per costringere i migranti alla guerra.

Putin ha firmato una legge che priva della cittadinanza chi non si iscrive al servizio militare entro due settimane dal ricevimento del passaporto. Il Ministero degli Affari Interni è ora obbligato a trasferire i dati di coloro che hanno appena ricevuto la cittadinanza agli uffici di registrazione e arruolamento militare, in modo che gli uffici di registrazione e arruolamento militare possano registrarli immediatamente.

Nei mercati, negli ostelli e in altri luoghi in cui possono trovarsi i migranti, la polizia degli Urali meridionali effettua regolari raid. Le persone vengono poste a faccia in giù e poi le convocazioni vengono consegnate in massa. Queste misure sono diventate particolarmente dure dopo i pogrom di Korkino contro persone rom: in quei giorni la polizia ha riferito di aver notificato più di 70 convocazioni.

L’emissione di mandati di comparizione e la pressione su coloro che sono ricattati dalla protezione legale diventano uno strumento per colmare la carenza di carne da cannone sul fronte.

9 NOVEMBRE, (RUSSIA).

Un militare disertore, che ha parlato pubblicamente di esecuzioni e fughe nel suo reggimento, è stato arrestato e rimandato al fronte.

Alla fine di ottobre sui canali televisivi era apparso il messaggio di un soldato con lo pseudonimo “Sailor”, che parlava delle pratiche di ‘”azzeramento” nel 19 ° reggimento (unità militare 12322). Secondo lui, il comandante del reggimento avrebbe ordinato l’uccisione sommaria di sei dei suoi colleghi perché si sono rifiutati di combattere.

Dopo la diffusione del video, il soldato è stato arrestato a Omsk dalla polizia militare. Anche il filmato dell’arresto è apparso sui canali televisivi.

Secondo altri soldati del 19° reggimento, esiste un “gruppo di ricerca” del reggimento che cattura coloro che hanno lasciato l’unità senza permesso. Viene sparato ai piedi di coloro che si rifiutano di andare a combattere. I “refuseniks” e coloro che bevono vengono inviati a prelevare corpi dal campo di battaglia senza armature o elmetti. In inverno, questa categoria di militari, per ordine dei comandanti, è stata messa nuda in una fossa e bagnata con acqua fredda. Molti sono morti di congelamento e polmonite.

8 NOVEMBRE, KHARKOV (UCRAINA).

“Busificazione” (rapimento di uomini per mandarli al fronte).

11 NOVEMBRE, KHARKOV (UCRAINA).

La situazione è sempre la stessa. Un altro episodio di conflittualità tra residenti e reclutatori dell’esercito (TCR).

11 NOVEMBRE, (UCRAINA).

Questionari distribuiti dai rappresentanti dei Centri Territoriali di Reclutamento (TCR) negli istituti scolastici. Apparentemente sembra che si tratti di una raccolta dati per la quale tutti i ragazzi di 17 anni, compresi gli studenti delle scuole medie, devono essere iscritti nel registro militare. Gli elenchi di questi studenti devono essere presentati ai centri di reclutamento.

L’Ucraina è in fase di mobilitazione generale, quindi l’apparato statatale e militare deve sapere quanta carne da cannone ha potenzialmente a disposizione.
I questionari sono obbligatori, i dati vengono inseriti nel registro dei centri di reclutamento, come confermato su richiesta del “Centro per la prevenzione della disinformazione”.

12 NOVEMBRE, LUBLINO (POLONIA).

A dispetto delle recenti notizie circolate riguardo al fallimento della formazione della Legione ucraina in Polonia su base volontaria “per mancanza di aderenti“, il primo gruppo di ucraini residenti all’estero ha firmato contratti con le Forze armate dell’Ucraina. Lo riferisce il Ministero della Difesa ucraino. La procedura si è svolta presso gli uffici del Consolato Generale dell’Ucraina a Lublino, in Polonia, che ora sembra anche proporsi come centro di reclutamento per le Forze Armate ucraine.

Dalle notizie emerge che, subito dopo la cerimonia, i volontari si sono recati al campo di addestramento militare delle Forze armate polacche per sottoporsi all’addestramento di base che durerà 35 giorni, al termine dei quali i militari potranno proseguire la loro formazione con le unità speciali nelle basi NATO in Europa. L’addestramento sarà condotto sotto la guida di istruttori polacchi, ma le esercitazioni coinvolgeranno anche comandanti delle Forze armate ucraine.

Come riportato da Ukrinform, il 5 novembre il Consolato ha informato che circa 500 persone provenienti da 30 Paesi hanno fatto domanda per entrare nella Legione. La maggior parte di esse proviene da residenti in Polonia e nella Repubblica Ceca. È stato inoltre indicato che il 90% delle domande proveniva da uomini e il restante 10% da donne. I giovani sotto i 25 anni rappresentano circa la metà di tutte le persone che si sono iscritte alla Legione.

Nel luglio 2024, il Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelenskyy e il Primo Ministro della Polonia Donald Tusk hanno firmato un accordo bilaterale di sicurezza tra i due Paesi. In particolare, il documento stabilisce un accordo sulla formazione e l’addestramento della Legione ucraina in Polonia.
Il Ministro della Difesa ucraino Rustem Umerov ha invitato tutti gli ucraini in Europa ad unirsi alla Legione ucraina.

12 NOVEMBRE, MOSCA (RUSSIA).
Fin dall’inizio della mobilitazione, i raid per reclutare carne da cannone hanno avuto luogo in tutto lo Stato, ma ora sono aumentati. A Mosca, i coscritti vengono trattenuti nella metropolitana o sotto casa, portati in manette agli Uffici per l’arruolamento militare e direttamente reclutati. Contemporaneamente, i coscritti vengono intimiditi tramite chiamate, SMS e messaggistica istantanea, in cui viene intimato di presentarsi all’Ufficio per l’arruolamento militare con minaccia di responsabilità penale. Nella metropolitana di Mosca le telecamere riconoscono i volti dei giovani, che vengono arrestati dagli agenti di polizia e immediatamente portati in un Ufficio per l’arruolamento.
Testimonianza tratta dal canale liberal “Idite Lesom”:
Un amico è stato fermato nella metropolitana e gli è stata data una foto in cui la fotocamera lo identificava. La fotocamera ha segnalato che era in età di leva. Lo hanno portato a Ugreshskaya [strada in cui si trova una struttura di raccolta dei coscritti] dove c’erano altri ragazzi arrestati in metropolitana a cui hanno preso i telefoni, ecc. Il mio amico è scappato mentre tutti erano distratti. Sappiamo tutti che a Ugreshka la visita medica è solo una formalità, la probabilità che ti lascino andare è minima. E lì, infatti, danno una convocazione per essere arruolati il giorno successivo. Ugreshskaya è la fine.
13 NOVEMBRE, NOVOSIBIRSK (RUSSIA).

Guarda, qui c’è una rivolta.”
«Смотрите, здесь происходит бунт».

Alcuni soldati hanno organizzato, secondo le loro stesse parole e il video che hanno fatto circolare, una rivolta, distruggendo i locali dell’unità a cui erano sottoposti (n. 57849) prima di fuggire in almeno 12 dal villaggio di Kochenevo.

Il motivo della rivolta era che i comandanti volevano rimandarli al fronte.

Secondo la pubblicazione locale NGS “nell’unità 57849 erano state distaccate circa 30 persone provenienti da tutto il distretto militare centrale, che in precedenza avevano già lasciato le unità militari senza permesso“.

 

16 NOVEMBRE, (UCRAINA).

Uno dei moderatori di un canale Telegram regionale legato ad un progetto di monitoraggio della “busificazione” (rapimento di uomini da parte degli ufficiali per il reclutamento) e delle proteste popolari anti-mobilitazione è stato arrestato dai Servizi di Sicurezza statali. Questo canale aveva anche diffuso il presidio al Consolato ucraino di Milano del 4 novembre.

16 NOVEMBRE, (UCRAINA).
Uno dei moderatori di un canale Telegram regionale legato ad un progetto di monitoraggio della “busificazione” (rapimento di uomini da parte degli ufficiali per il reclutamento) e delle proteste popolari anti-mobilitazione è stato arrestato dai Servizi di Sicurezza statali. Questo canale aveva anche diffuso il presidio al Consolato ucraino di Milano del 4 novembre.
17 NOVEMBRE, BERLINO (GERMANIA).

Picchetto vicino alla Porta di Brandeburgo lanciato da alcuni emigrati ucraini contro la guerra.

Non vogliamo che gli uomini in Ucraina vengano rapiti, picchiati e tenuti negli scantinati. Chiediamo frontiere aperte e rispetto dei diritti umani. Vogliamo anche onorare la memoria degli uomini caduti morti dopo essere stati rapiti dal Centro di reclutamento territoriale (TCR).
Invitiamo tutti, molti hanno parenti rimasti in Ucraina, padri, fratelli e figli che sono in pericolo a causa della tirannia del potere dei criminali!

18 NOVEMBRE, ROMA (ITALIA).

“Droni, sistemi di disturbo radio, cani robot, occhiali con realtà virtuale”. Nella città militare di Cecchignola (Roma), “icona della naja”, si trova il “9° Reggimento Sicurezza Cibernetica Rombo” creato un anno fa. Questa Unità dell’Esercito italiano, addestrata per unire operazioni di cyberwar e guerra elettromagnetica, vede applicarsi le lezioni dei campi di battaglia ucraini, come esalta compiaciuta la propaganda mediatico-istituzionale.

Una realtà in cui all’interno dei grandi viali della Cecchignola, che hanno un’atmosfera marziale vecchio stile, con targhe di vecchi comandanti e medaglie d’oro, si vede circolare un quadrupede robot che si chiama Cesare, che è di meccanica statunitense ma di software interamente concepiti nel nostro paese. Una sorta di guardiano di questa nuova realtà…ed ecco che il cagnolino Cesare se ne torna tranquillo alla sua cuccia”.

19 NOVEMBRE, KIEV (UCRAINA).

Attacco incendiario alle Poste (Ukrposhta), responsabili di inviare cartoline di arruolamento.

21 NOVEMBRE, LUTSK (UCRAINA).

Uomini lottano contro i militari in un Centro di reclutamento.

23 NOVEMBRE, CHERNOMORSK (UCRAINA).

A Chernomorsk un uomo è stato fermato dall’Ufficio di registrazione e arruolamento militare per controllare i suoi documenti. In risposta l’uomo ha ricoperto i reclutatori di gas ed ha distrutto la loro auto con un martello prima di essere arrestato.

24 NOVEMBRE, KOVEL (UCRAINA).

Scontro con la polizia a Kovel, nella regione di Volyn. Gli agenti hanno buttato a terra un uomo, c’è stata una colluttazione, sono stati sparati colpi di arma da fuoco e usato spray al peperoncino da parte delle Forze dell’Ordine. I passanti si sono fermati, alcune donne hanno gridato contro la polizia. Al conflitto hanno preso parte anche persone in mimetica, parte di una milizia volontaria che supporta le unità armate dello Stato.

26 NOVEMBRE, KURSK (RUSSIA).

Un mercenario britannico che prestava servizio nella Legione straniera ucraina è stato catturato nella regione di Kursk: il primo caso di militare occidentale detenuto in Russia. In un video, diffuso dal canale Telegram Troika, Anderson, che ha fatto parte delle Forze armate britanniche fino al 2023, afferma di aver fatto parte di un battaglione di 400-500 soldati ucraini ex detenuti come istruttore, ma di essere stato costretto a combattere nel Kursk dagli stessi ucraini…

La vicenda in realtà dimostra che il governo britannico è già “Boots on the ground” in Ucraina.

Nel marzo 2022, 14 militari di origine ucraina della Legione Straniera francese furono arrestati perchè stavano rientrando in Ucraina. La Legione Straniera francese concede ai suoi soldati ucraini un “permesso eccezionale” di 15 giorni per recarsi nei paesi confinanti con l’Ucraina in modo che possano “aiutare le loro famiglie”. Ma formalmente è vietato loro di attraversare il confine ucraino.

27 NOVEMBRE, CHELYABISNK (RUSSIA).

L’FSB e la polizia hanno organizzato un raid con mandato di comparizione all’aeroporto di Chelyabinsk. Questo è il secondo caso di raid contro migranti all’aeroporto di Kurchatov nell’ultimo mese. I passeggeri di un volo diretto alla città di Osh nella Repubblica del Kirghizistan sono stati costretti a passare attraverso un terminale biometrico mobile. Quello che si sa dei risultati è che sono state controllate più di un centinaio di persone e, secondo il Ministero degli Interni, “alcuni stranieri hanno ricevuto una convocazione”.

29-30 NOVEMBRE E 2 DICEMBRE, ROMA (ITALIA).
NOVEMBRE, (UCRAINA). 

In Ucraina si registra un’ondata di sabotaggi contro le Forze di sicurezza, di cui secondo fonti locali non è chiara l'origine. Tre di questi casi si sono verificati a Kiev, in tutti sono stati usati esplosivi. 

Nel quartiere Dnepr della capitale, un militare si è chinato su un pacco che ha notato a terra, che è esploso, contenendo un ordigno esplosivo innescato a distanza. Secondo fonti locali il militare è morto. 

Un altro atto è avvenuto a metà novembre nel quartiere Pechersky di Kiev. La polizia ha ricevuto una segnalazione da parte di una donna che ha dichiarato di essere stata aggredita e di essersi chiusa in bagno. Quando sono arrivati sul posto, dopo aver aperto la porta gli agenti delle forze dell'ordine hanno sentito lo scoppio di una granata. L'esplosione è avvenuta nel corridoio dell'appartamento affittato. Sono seguiti arresti. 

La terza esplosione è avvenuta vicino alla stazione di polizia di Darnitsa. Fonti locali dicono che anche questo è stato un atto di sabotaggio.
28 NOVEMBRE, (ITALIA).

Anche i media più irregimentati d’Europa sono costretti a dare conto dell’ipotesi di collasso del fronte ucraino.

29 NOVEMBRE, (RUSSIA).

80mila morti: i dati sulle perdite russe in Ucraina dopo mille giorni di guerra. Il 29 novembre, Mediazona e la BBC avevano confermato i nomi di 80.973 soldati russi uccisi dall’inizio della guerra denominata “Operazione Militare Speciale” in Ucraina. Queste cifre riflettono solo una parte delle perdite effettive. All’inizio della guerra più della metà delle persone uccise non avevano nulla a che fare con l’Esercito. Tra i volontari si osserva un aumento particolarmente rapido delle perdite. Molti di loro muoiono appena 2-4 settimane dopo essere stati mandati al fronte. Sempre stando a questi dati parziali, la percentuale di morti tra i detenuti mandati in trincea sta gradualmente diminuendo. Se nel novembre 2023 rappresentavano il 26% di tutte le perdite, ora questa cifra è scesa al 18%. Ma la loro partecipazione alla guerra rimane significativa: moltissime unità di detenuti continuano a essere mandate come carne da macello in prima linea.

30 NOVEMBRE, (RUSSIA).

Si stima che ci siano alcune migliaia di cittadini nepalesi reclutati con l’inganno nell’esercito russo per combattere al fronte. Almeno 44 di loro sono stati uccisi nei combattimenti, molti cercano una via di fuga.

30 NOVEMBRE, ROMA (ITALIA).
Spezzone disfattista, antimilitarista e internazionalista al corteo contro la guerra e in solidarietà a Gaza.
🔥 Contro guerra e genocidio, sabotiamo la NATO.
🔥 Solidarietà ai disertori russi e ucraini. Al fianco di chi si ribella!
🔥 L’unico infiltrato è lo Stato. Solidali coi popoli in rivolta.

 

4.11 Giornata del Disertore [ita, ukr, rus].

4 novembre GIORNATA DEL DISERTORE
ore 10 Consolato Ucraino di Milano
Via Ludovico di Breme 11

L’epoca delle guerre algoritmiche, di cui esempio paradigmatico è il genocidio in atto a Gaza, non ha cancellato il bisogno di carne umana da mandare a morire sul fronte. Il conflitto NATO-Russia in Ucraina dimostra che progresso tecnologico e mobilitazione totale si alimentano a vicenda. Se l’arma cibernetica serve ad opporsi a qualsiasi cosa che interrompa il semplice raggiungimento dell’obiettivo – un atto di diserzione, insubordinazione o fraternizzazione sul fronte, o un semplice moto d’incertezza o di paura – l’umano gesto di rifiuto della guerra ancora conta.

È quello che sta succedendo in Ucraina. Decine di migliaia di arruolati disertano o si rivoltano contro i propri comandanti, centinaia di migliaia di arruolabili si nascondono, i rapitori dell’esercito incontrano una crescente ostilità popolare. Sono tantissimi i fuggiti all’estero – gli “scappati nel bosco” – che hanno sfidato la morte attraversando montagne e fiumi per sfuggire alla mobilitazione e oggi vivono anche nelle nostre città.

Il coraggio di dire no alla guerra, che si registra in maniera crescente anche in Russia, e accade persino contro la mobilitazione esistenziale e permanente in Israele – i “refuseniks” – va difeso. Non solo per valide ragioni etiche, ma anche perché può materialmente portare al crollo del fronte. In questo crollo, a cui possiamo contribuire, risiede la possibilità di inceppare la corsa verso il massacro totale verso cui ci sta portando la spirale mimetica di violenza in atto.

Applicando la Legge sulla mobilitazione generale, dal 18 maggio il Consolato Generale d’Ucraina a Milano non fornisce più servizi, tra cui il rinnovo del passaporto, agli uomini in età tra i 18 e i 60 anni se non aggiornano i propri dati su “Oberih”, il registro elettronico militare che serve ad arruolare. Lo Stato ucraino a corto di carne da cannone, con la crescente complicità degli Stati europei, dà la caccia ai renitenti con un codice QR, lo stesso che i disertori del Green Pass ben conoscono.

In continuità con gli attacchi che negli ultimi mesi sono stati portati contro la logistica e la produzione materiale e culturale di guerra nelle nostre città – e mentre anche in Italia si parla di reintrodurre il servizio militare, magari arruolando chi è senza-documenti con il ricatto della cittadinanza – facciamo del 4 novembre, festa delle Forze Armate, la Giornata del Disertore, con un presidio davanti al Consolato Generale d’Ucraina a Milano.

LA GUERRA COMINCIA QUI. QUI POSSIAMO INCEPPARLA.Contro la gabbia delle identità digitali usate per sorvegliarci, arruolarci o eliminarci
DISERTIAMO LA GUERRA! SOLIDARIETÀ AI DISERTORI!

ottobre 2024.

Da agosto, ci sono segnalazioni occasionali di fughe dalle Forze armate dell'Ucraina prima di essere inviate al fronte di Kursk. Una di queste riguarda l'82 Brigata d'Assalto Terrestre, che ha partecipato alla controffensiva meridionale dell'anno scorso, ed è considerata una brigata d'élite tra le meglio equipaggiate:

"Il 10 agosto ho saputo  da un mio conoscente che più di 40 persone che dovevano andare nella regione di Kursk hanno lasciato tutto e sono tornate a casa. Mi ha detto: "mi hanno dato una lettera di convocazione, ho guardato e ho capito che era un biglietto di sola andata". Lui non vive nel luogo [di registrazione], non so esattamente come sia scappato, non vuole diffonderlo. Non è così lontano da me, anche se ora non si fa vedere da nessuna parte. Era un sergente nell'esercito in servizio di leva. È stato preso da sotto casa, ma non ha opposto resistenza, e poi ho saputo che era a casa. Che ogni giorno 1-2 persone scappano dopo aver scoperto che erano convocate per combattere nella regione di Kursk. Ma a giudicare da tutto, solo poche persone vanno in tribunale, mentre il numero effettivo è molto alto. Mi dispiace, non posso aggiungere altro, e non credo che lui vorrà. Questa è la situazione al momento."

Rispetto alla panoramica estiva, il ruolo della diserzione collettiva e organizzata è chiaramente aumentato. Tuttavia, non ci si dovrebbe illudere nel pensare che questa sia già una situazione rivoluzionaria. Sia l'opinione pubblica ucraina che quella russa sono attualmente concentrate sulle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, molti che hanno la speranza fuorviante che una vittoria di Trump possa fornire la base per una rapida e pacifica risoluzione della guerra. Solo il fallimento di queste aspettative potrà aprire la strada a un interesse di massa per un'alternativa rivoluzionaria.
1 OTTOBRE, (RUSSIA).

L’FSB ha arrestato 39 “radicali filo-ucraini” che avrebbero incitato gli adolescenti a commettere violenza contro funzionari governativi, compagni di classe e insegnanti. L’operazione su larga scala ha avuto luogo in 78 regioni della Russia. I detenuti hanno dai 14 ai 35 anni. È stato riferito che nove adolescenti detenuti stavano pianificando attacchi armati.

L’FSB ha sottolineato che la corrispondenza con i committenti ucraini è stata condotta tramite il canale Discord. Alla fine di settembre Kommersant ha scritto che Discord potrebbe essere bloccato da Roskomnadzor “nei prossimi giorni”.

2 OTTOBRE, (RUSSIA).

Le autorità russe prevedono di inviare al fronte circa il 40% degli imputati, ovvero circa 20.000 persone.

Putin ha firmato una legge che rende possibile la firma di contratti con il Ministero della Difesa durante un processo. In precedenza, tale “offerta” era disponibile solo per le persone condannate. I centri di detenzione hanno raccolto informazioni sull’idoneità al servizio degli imputati e sulla loro disponibilità a firmare un contratto. Uno dei modi più semplici per reclutare i contraenti dagli istituti penitenziari e dai centri di detenzione preventiva è quello di inasprire le condizioni di detenzione.

Secondo il Servizio Penitenziario Federale, all’inizio del 2024 c’erano 106 mila persone nei centri di detenzione preventiva russi. Questo numero comprende non solo gli imputati, ma anche i sospettati e altri soggetti. Da ogni centro di custodia cautelare possono essere portati in guerra circa 100 imputati e in Russia ci sono 210 centri di custodia cautelare di questo tipo. Ciò significa che circa 20.000 imputati possono essere mandate al fronte.

La mossa è dovuta alla riduzione del numero di detenuti pronti a combattere e alla riluttanza del governo nell’annunciare una nuova ondata di mobilitazione di fronte al malcontento sociale. L’utilizzo di imputati è un tentativo di serrare i ranghi in un contesto di calo del numero di “volontari” provenienti dalle prigioni e da chi è detenuto in attesa di giudizio.

2 ottobre, (polonia).

Flop della legione ucraina in Polonia. Non ci sono volontari. L’istituzione della legione ucraina in Polonia, sulla base dell’accordo firmato dal primo ministro Donald Tusk e dal presidente Volodymyr Zelenskyj, è ormai altamente compromessa.

Non siamo responsabili del reclutamento, ma il numero di persone che avrebbero dovuto candidarsi da parte ucraina è troppo basso“, ha dichiarato il capo del Ministero della Difesa Nazionale, Władysław Kosiniak-Kamysz, nel programma “Tłit” di Wirtualna Polska .

3 OTTOBRE, UGLEDAR (RUSSIA).

Sulle ragioni della caduta di Ugledar (in ucraino – Vuhledar) nel sud del Donbass:

Quello che è successo a Vuhledar negli ultimi giorni, in generale, è definibile come crollo locale del fronte. La ritirata caotica dei resti della 72a Brigata meccanizzata, che non aveva ancora ricevuto un ordine di ritiro, e l’abbandono della città in tre giorni dopo mesi di difesa vittoriosa, è qualcosa di cui ho messo in guardia molte volte dal gennaio 2024. Andrà solo peggio. […] Ecco, ad esempio, le informazioni sull’ultimo rifornimento di personale della 72a brigata prima della resa di Vuhledar. 50 nuove reclute, per lo più di età compresa tra 52 e 56 anni, sono arrivate nella brigata. 30 di loro sono state immediatamente inviate alle unità di retroguardia e agli ospedali, poiché non erano idonee al servizio in prima linea a causa delle loro condizioni di salute (perché il TCR stava mobilitando i malati). Dei restanti 20, 16 militari hanno disertato il secondo giorno. Quindi, su un rifornimento di 50 persone, 4 sono state inviate alla posizione, e dopo la prima rotazione, anche questi quattro hanno disertato. E una tale situazione è analoga su tutto il fronte.”

A Voznesensk, nella regione di Nikolaev/Mykolaiv, il 3 ottobre circa 100 soldati del 187° battaglione della 123° brigata di difesa territoriale dell’AFU sono usciti per protestare (foto). Tutti loro si sono rifiutati di svolgere la missione di combattimento e hanno lasciato la loro unità senza autorizzazione invece di andare a sostenere la 72ª brigata a Ugledar/Vuhledar. Secondo loro, non hanno l’addestramento e le armi per partecipare ai combattimenti. “Ho fatto ripetutamente appello, anche alla mia sezione, di cui ero responsabile. Ho chiesto di fornire PKM, mitragliatrici”. “Non ne abbiamo, non possiamo fornirli”. “E poi bisogna andare in Donbass, con cosa?”, ha detto alla TV di Stato un comandante di plotone di nome Sergei. Il giorno prima, Igor Grib, 33 anni, comandante del 186° battaglione di questa brigata, si è sparato perché il suo battaglione è fuggito dalle sue posizioni vicino a Ugledar (questo ha portato alla perdita definitiva della città). Secondo una versione, il tenente colonnello si sarebbe suicidato. Secondo il progetto di monitoraggio della violenza statale e anti-statale, il comandante sarebbe invece stato ucciso dai suoi soldati per aver cercato di fermare la loro fuga da Ugledar.

4 OTTOBRE, (POLONIA).

La Polonia costruirà fortificazioni difensive ai confini con Russia e Bielorussia. Il vice ministro della Difesa Cezary Tomczyk ha dichiarato che entro la fine del 2024 è prevista l’installazione di fortificazioni difensive ai confini come parte del programma “Eastern Shield” (Scudo orientale). Al progetto parteciperanno: Lituania, Lettonia ed Estonia, oltre alle truppe britanniche e statunitensi. La costruzione della linea di difesa dovrebbe essere completata entro il 2028.

L’obiettivo dichiarato dello “Scudo Orientale” è proteggere la Polonia dall’immigrazione clandestina e dalla possibile invasione militare da parte della Federazione Russa e della Bielorussia. A maggio, Varsavia ha annunciato che avrebbe speso 2,6 miliardi di dollari per rafforzare i suoi confini settentrionali e orientali.

4 OTTOBRE, (RUSSIA E UCRAINA).

Cresce il numero di fughe dall’esercito russo – basti pensare che sono già stati aperti 8.000 casi penali per “diserzione” – e nonostante le minacce di essere “mandati nei sotterranei” e torturati, i soldati mobilitati sono sempre meno disposti ad andare in guerra.

Processi simili si danno anche dall’altra parte del fronte. Ieri un centinaio di militari ucraini del 187° battaglione della 123° brigata della TRO [Forze di difesa territoriale parte delle AFU] si sono rifiutati di eseguire gli ordini e hanno lasciato l’unità militare nel Donbass, motivando l’azione con la mancanza di armi e un addestramento insufficiente. In precedenza era stato riferito che la stessa brigata aveva abbandonato le sue posizioni a Ugledar.

E’ evidente che la classe operaia su entrambi i fronti si è stancata della guerra e sta gradualmente smettendo di giocare ai “giochi della fame” secondo le regole dei loro padroni.

4 ottobre, (russia).

Se non puoi saldare il tuo debito, vai in guerra. Gli uffici giudiziari stanno inviando in massa lettere ai cittadini con debiti, offrendo loro di firmare un contratto con il Ministero della Difesa. Questo vale non solo per gli uomini, ma anche per le donne.

Le lettere indicano la possibilità di sospendere le procedure esecutive sui debiti per chi stipula un contratto. Ciò sta avvenendo sicuramente nelle regioni di Ulyanovsk e Mosca.

4 OTTOBRE, SAN PIETROBURGO (RUSSIA).

Dopo un raid su larga scala, circa 150 neo-cittadini della Federazione Russa che non erano registrati nell’esercito sono stati portati all’ufficio di registrazione e arruolamento militare. In totale sono stati controllati i documenti di oltre 600 persone.

4 OTTOBRE, KHARKOV (UCRAINA).

29.000 $ per scappare dalla mobilitazione (in questo caso è stata dichiarata una falsa disabilità).

I prezzi (cioè le tangenti) sono aumentati di 2-4 volte da quando è stata approvata la legge sulla mobilitazione a maggio. Era chiaro fin dall’inizio che ciò sarebbe accaduto, poiché non esistevano regolamenti per il controllo dei centri di reclutamento militare e delle commissioni mediche. Niente di cui stupirsi. La legge favorisce questo tipo di “profitto”, secondo le tipiche dinamiche di mercato…

5 ottobre, (ucraina).

I rifugiati ucraini all’estero dovrebbero essere “proattivi” e chiarire il loro status di residenza fiscale. Il Ministero delle Finanze dell’Ucraina ha annunciato sul suo sito web che ha avuto luogo un importante scambio internazionale di dati finanziari. I dati di tutti gli ucraini all’estero, compresi i numeri dei conti bancari, i saldi, i contributi, i codici fiscali, gli indirizzi personali e altre informazioni personali, sono stati forniti a 115 Stati. Oltre al Ministero delle Finanze, ora anche le autorità fiscali straniere avranno accesso a questi dati, al fine di “combattere l’evasione fiscale da parte dei cittadini”.

Dal 2023, il governo ucraino aveva redarguito i rifugiati sulle potenziali conseguenze derivanti dall’adesione dell’Ucraina al sistema internazionale di scambio automatico di informazioni, che include tutti i paesi dell’UE.

I rifugiati ucraini rischiano di ritrovarsi intrappolati tra due fuochi. Da un lato, le autorità fiscali avranno accesso alle informazioni sui loro redditi in Europa e potrebbero imporre tasse su di essi. Dall’altro, le autorità fiscali europee avranno anche accesso ai dati sui guadagni e i beni dei nostri rifugiati in Ucraina, il che potrebbe portare a gravi conseguenze. Ad esempio, se un rifugiato riceve sussidi in Germania, ma continua a lavorare da remoto per un’azienda ucraina e riceve uno stipendio, potrebbe non solo essere tenuto a rimborsare tutta l’assistenza sociale ricevuta e perdere l’alloggio sovvenzionato, ma potrebbe anche affrontare accuse penali per occultamento di reddito come frode“, dichiara Voskoboynik, presidente dell’Associazione ucraina delle aziende per l’occupazione internazionale.

Se si è riconosciuti come residenti fiscali in Ucraina, si può essere soggetti al 18% di imposta sul reddito personale, all’1,5% di imposta militare e a una penale del 25% sul reddito identificato all’estero, chiarisce l’avvocato Marinyuk. Ciò significa che le passività totali potrebbero ammontare a quasi il 45% del reddito individuale. “Lo Stato ucraino deciderà di imporre tasse sui benefici pagati ai suoi cittadini da altri Stati utilizzando i soldi dei propri contribuenti?” chiede l’avvocato Kravets. Attualmente il governo Zelensky sta cercando modi per espandere la base imponibile dello Stato ucraino, quindi tutto è possibile.

7 OTTOBRE, BELGOROD (RUSSIA).

Nella regione di Belgorod è stato annunciato un nuovo importo record di pagamento una tantum per la firma di un contratto con il Ministero della Difesa : 3 milioni di rubli. Lo ha annunciato il governatore Vyacheslav Gladkov in una riunione operativa del governo regionale il 7 ottobre. Il pagamento è stato aumentato di 2,2 milioni di rubli. I pagamenti una tantum per la firma di un contratto con il Ministero della Difesa hanno iniziato ad aumentare notevolmente nel 2024. A metà estate, la città è la regione di Mosca avevano stabilito il record: ai soldati a contratto sono stati offerti rispettivamente 1,9 milioni e 1,7 milioni di rubli.

Alla fine del 2022 Putin ha firmato un decreto secondo il quale tutti i contratti con il Ministero della Difesa sono a tempo indeterminato.

8 ottobre, (RUSSIA).

La Corea del Sud ha affermato che la Corea del Nord invierà i suoi soldati a combattere a sostegno della Russia nel “Distretto Militare del Nord”. Lo ha annunciato oggi il capo del ministero della Difesa sudcoreano, Kim Yong Hyun. Ha fatto riferimento all’accordo di partenariato globale firmato da Mosca e Pyongyang durante la visita di Vladimir Putin nella RPDC a giugno. Questo documento contiene anche disposizioni sull’assistenza militare in caso di attacco ad una delle parti.

Il ministro anche commentato le informazioni sulla morte di sei ufficiali nordcoreani a seguito di un attacco delle forze armate ucraine nella parte occupata della regione di Donetsk – secondo il ministro della Difesa sudcoreano, questa informazione è vera.

In precedenza si è appreso che la Corea del Nord fornisce alla Russia la metà dei proiettili utilizzati dalla Federazione Russa in Ucraina.

8 ottobre, Odessa (Ucraina).

Nella regione di Odessa sono state arrestate 14 persone che per sfuggire alla mobilitazione volevano attraversare il confine attraverso la regione di Vinnytsia. I fuggitivi sono stati catturati utilizzando droni dotati di termocamere.

8 ottobre, (POLONIA).

Gli agricoltori polacchi annunciano il blocco del checkpoint di Medyka-Shegini al confine con l’Ucraina fino alla fine dell’anno. Protestano davanti al passaggio pedonale sulla strada DK 28 accanto al viadotto ferroviario all’ingresso di Medyka.

La protesta è legata all’importazione del grano ucraino a buon mercato, che ha fatto crollare i prezzi. Con l’inizio dell’SVO, l’Unione europea ha abolito le quote e i dazi sui prodotti agricoli ucraini. Ciò ha portato a un eccesso di prodotti ucraini a basso costo nel mercato dell’UE. Successivamente l’UE ha imposto restrizioni temporanee all’importazione di grano ucraino e, dopo la loro cessazione, l’Ungheria, la Polonia e la Slovacchia hanno introdotto quote analoghe nel settembre 2023. Le quote sono state sostituite da un embargo. L’embargo è stato sostituito dal fatto che nel febbraio 2024 i polacchi hanno iniziato apertamente a distruggere il grano ucraino al confine.

I blocchi degli agricoltori, che sono durati per tutto lo scorso inverno, si sono conclusi alla fine di aprile 2024 con lo sgombero dell’ultimo blocco al checkpoint “Grebenne – Rawa-Russka”. Nei mesi precedenti trattori di agricoltori polacchi allineati in colonne di più chilometri erano visibili sulle autostrade in tutto il paese, con oltre 560 presidi. A livello politico, l’unico interlocutore a cavalcare le proteste è stato Andrzej Duda, un reazionario di destra.

Un altro aspetto della protesta sono le nuove norme ambientali dell’UE. Ad esempio il 10 maggio a Varsavia si è svolta una protesta di massa degli agricoltori contro la direttiva sul metano. Le proteste locali sono continuate in tutta la Polonia per tutta l’estate. Sebbene le azioni fossero poche, il malcontento tra gli agricoltori è cresciuto.

9 OTTOBRE, (UCRAINA).

L’Ucraina valuta la possibilità di revocare il divieto di esportazione di armi per incrementare la propria industria dei droni. Dal 2022 Kiev ha vietato l’esportazione di beni militari per soddisfare le esigenze del proprio esercito. Il FT scrive che il governo attualmente ha risorse limitate per pagare la produzione di droni. Tanto che oggi viene stimata la superiorità delle forze armate russe su quelle ucraine di 5-10 volte rispetto a questo indicatore.

Lo Stato ucraino si sta affermando come leader mondiale nel campo della produzione di droni militari e della cd. “guerra elettronica”, principale motore della propria base industriale. Molte imprese si sono convertite dal commerciale allo sviluppo di dispositivi militari. Oggi oltre 200 aziende producono droni militari e 50 sono specializzate in sistemi di guerra elettronica.

Il permesso di esportare armi ci consentirà di attrarre fondi aggiuntivi e di aumentare la produzione interna per l’esercito“.

9 ottobre, Krivoy Rog (ucraina).

Conflitto tra residenti e militari.

10 OTTOBRE, CHERNVITSI, uzhorod, odessa (UCRAINA).

Rapimento di uomini da parte degli ufficiali per il reclutamento.

 

 

10 OTTOBRE, TARTASTAN (RUSSIA).

La Russia recluta giovani ragazze provenienti dall’Africa, dall’Asia e dall’America Latina nell’industria dei droni, secondo AP press. Circa 200 donne straniere starebbero assemblando droni iraniani nella zona economica speciale di Alabuga in Tatarstan. Le ragazze tra i 18 e i 22 anni verrebbero reclutate tramite il programma online “Alabuga Start”: sul sito del programma vengono loro promessi studi in Europa e lavoro nel settore dei servizi e della ristorazione, ma questa si rivela una bufala. Le ragazze sarebbero sottoposte ad un controllo costante, promesse salariali non mantenute e lavori pericolosi con sostanze chimiche che danneggiano la loro pelle. “Mi pento e maledico il giorno in cui ho iniziato a farlo“, dice una delle donne citata nella pubblicazione. Insieme alle donne straniere, lì lavorano studenti russi di 15-16 anni delle scuole professionali, che si lamentano delle condizioni di lavoro.

La zona economica speciale “Alabuga” è stata creata nel 2006 per attirare investimenti in Tatarstan. Dal febbraio 2022 è cresciuta rapidamente e alcune attività sono state convertite alla produzione militare.

11 ottobre, (unione europea).

L’UE concede i visti a sei disertori russi. Sei persone fuggite dalla guerra in Kazakistan hanno potuto ottenere il visto in Francia. Le pratiche sono state compiute attraverso l’organizzazione liberal che supporta i disertori in Russia “Idite Lesom”, dall’associazione Russie-Libertés, dall’Ufficio per i diritti umani del Kazakistan, da inTransit e dall’organizzazione “Addio alle armi”. E’ il primo caso noto in cui un paese dell’UE ha accettato di rilasciare documenti di ingresso a un gruppo di diversi militari russi in fuga contemporaneamente.

In controtendenza rispetto al trattamento che si sta delineando per chi cerca di sfuggire alla mobilitazione in Ucraina..

11 ottobre, kremenets, (Ucraina).

Un residente di Kremenets (oblast di Ternopil temporaneamente occupata) è stato condannato a 10 anni per l’attacco al reclutatole del TCR. L’uomo ha coraggiosamente attaccato il militare, lo ha picchiato e gli ha preso la mitragliatrice, quindi è fuggito nella foresta con l’arma.

12 ottobre, dnipro, KIEV E LEOPOLI (ucraina).

Dnipro occupata dall’esercito ucraino. Cinque militari sopra un uomo catturato per essere mandato al fronte.

A Kiev i militari sono a caccia di renitenti alla stazione.

A Leopoli un gruppo di residenti cerca di aiutare un ragazzo a sfuggire dalle grinfie dei rapitori e una madre cerca di strappare il figlio ai militari.

13 ottobre, KharkoV, Khmelnytskyi E RIVNE (Ucraina).

Raid dei reclutatori (rapitori) dell’esercito alla ricerca di carne da cannone da mandare al fronte, così Kharkov si ritrova occupata dai militari.

Nel frattempo in una località sconosciuta, raid dei militari in un mercato.

Anche Khmelnytskyi è occupata dall’esercito.

A Rivne raid dei militari in un bar.

13 ottobre, Transcarpazia (Ucraina).

Un gruppo di donne blocca la strada e circonda il van dei militari per impedire ai rapitori dell’esercito di raggiungere il villaggio.

In un’altra località, altre donne riescono a liberare un uomo dalle grinfie dei militari e festeggiano perchè almeno uno si è salvato.

14 ottobre, (russia).

Trattati come bestiame. Stupide missioni dalle quali è impossibile tornare”, Vyacheslav Trutnev e Dmitry Ostrovsky sono due militari fuggiti dalle posizioni dopo che il comandante del loro battaglione, ubriaco, ha dato loro l’ordine di attraversare campi minati di notte. Raccontano di come sono stati arruolati in prigione, firmando contratti con il Ministero della Difesa russo “non per spontanea volontà”.

Stavamo scontando la nostra pena in prigione, e hanno iniziato a stringere la vite e a spingere le persone alla guerra. Hanno dato l’illusione della scelta: ad esempio, magari hai diritto alla libertà condizionale tra un anno e mezzo, ma perché hai bisogno della libertà condizionale quando puoi vincere un anno alla SVO, ottenere soldi e tornare pulito? Altrimenti non vedrai alcuna libertà condizionale, forse ti incrimineranno anche per diserzione

14 ottobre, (europa).

Gli Stati europei forse non deporteranno forzatamente gli Ucraini, ma il processo di pressione economica sui rifugiati affinché rientrino in Ucraina (e quindi a combattere) è già iniziato:

• Nel Regno Unito, i sussidi per i rifugiati ucraini sono stati ridotti e i funzionari hanno dichiarato che “Leopoli è sicura”. Di conseguenza, migliaia di famiglie ucraine potrebbero ritrovarsi senza casa questo mese.

• In Polonia, che ha accolto oltre un milione di ucraini, i sussidi per gli asili nido e le scuole materne verranno cancellati e cesseranno anche i pagamenti nell’ambito di un programma che prevedeva fino a 12.000 zloty per il secondo figlio e i successivi.

• In Estonia, l’assistenza abitativa sarà ora disponibile solo per gli ucraini arrivati ​​di recente nel paese.

• Anche l’Ungheria ha smesso di fornire “assistenza abitativa”.

• La Norvegia ha ampliato la sua lista di regioni “sicure” in Ucraina per includere aree occidentali come Leopoli, Zakarpattia e Ternopil. I rifugiati provenienti da queste regioni non riceveranno più la protezione giuridica.

• Tendenze simili si stanno osservando in Irlanda e Austria.

16 ottobre, (Russia).

Almeno un asilo statale su tre partecipa alla propaganda di guerra.

Nel 2024, gli asili in Russia hanno effettuato più di 200mila iniziative militari-patriottiche, scrive Novaya Gazeta Europe sulla base delle pubblicazioni degli asili su VK. Almeno 10mila asili nido, ovvero un asilo statale su tre, hanno preso parte alla propaganda di guerra per i bambini. Durante le lezioni di educazione ideologica, i bambini scrivono lettere ai soldati, realizzano lavori per il fronte e ascoltano le storie dei partecipanti alla guerra in Ucraina.

16 OTTOBRE, KURSK E BRYANSK (RUSSIA).

Presunta partecipazione delle truppe inviate dalla Corea del Nord schierate tra Brjansk e Kursk, vociferare che si è diffuso in questi giorni. A suon di accordi e strette di mano risalenti a giugno, quando la visita di Putin in Corea del Nord si è conclusa con un “patto di partenariato strategico globale ” con Kim Jong-un.
Il trattato funge da accordo di difesa reciproca: se la Russia o la Corea del Nord “entrano in uno stato di guerra a causa di un’aggressione armata”, l’altra deve fornire assistenza militare e di altro tipo.Intanto la Corea del Nord avrebbe trasferito circa 16.500 container di munizioni ed armamenti alla Russia dal settembre 2023.

Se pur fossero reali questi accordi che riguardano i corpi schierati nelle Regioni di Kursk e Brjansk, la carne da macello già confezionata e spedita dalla Corea del Nord ha subito qualche inciampo secondo alcuni report, che raccontano della diserzione e abbandono delle postazione in trincea da parte dei rinforzi arrivati dalla Corea del Nord.

17 OTTOBRE, (RUSSIA).

Alcuni gruppi di sostegno per madri sul social media VK avrebbero iniziato ad essere chiusi nel contesto dell’imminente legge che vieterebbe la “propaganda” a sostegno di uno stile di vita senza figli. Il disegno di legge, promosso come mezzo per aumentare il tasso di natalità del paese, il 17 ottobre ha superato la prima fase dell’iter di approvazione, nella camera bassa del parlamento russo.”È importante proteggere le persone, principalmente le giovani generazioni, dall’avere l’ideologia dell’assenza di figli imposta su Internet, nei media, nei film e nella pubblicità“, ha dichiarato il portavoce della Duma Vyacheslav Volodin.

In questi gruppi social VK, le madri condividevano storie sulla nascita e sulla crescita dei figli, spesso non rosee, e si sostenevano a vicenda. Gli amministratori di “#maternitàfelice” (#щастьематеринства) hanno ritenuto che sarebbe stato problematico per loro controllare la “propaganda per non avere figli” in tutti i post pubblicati, quindi hanno deciso di cancellare il gruppo. Al momento della chiusura contava circa 150mila iscritti. Anche il gruppo “La mamma sa tutto” è stato rimosso. Sui social media le persone sono indignate per la nuova legge a causa della quale hanno perso questi gruppi di sostegno.

18 OTTOBRE, (ITALIA).

Bombe dall’Italia all’Ucraina tramite una quadrangolazione di Stato.

A ribadire il coinvolgimento diretto dello Stato italiano nella guerra, non ci sono solo i sistemi militari forniti direttamente prima dal Governo Draghi e poi dal Governo Meloni all’Ucraina con nove decreti legge secretati. Ci sarebbero anche una serie di operazioni di import-export di 200mila proiettili per bombe da cannone autorizzate nel biennio 2022-2023 dall’Autorità nazionale UAMA, che tramite una quadrangolazione dal valore di oltre 100 milioni di euro sono stati prodotti in India, per poi essere spediti dall’Italia in Slovacchia, ma con destinazione Ucraina, sostiene un’inchiesta dell’Osservatorio permanente sulle armi leggere di Brescia (Opal) e Altreconomia.

Senza dimenticare l’autorizzazione ad esportare materiali militari che lo Stato italiano concede a diverse aziende, le quali nel 2023 hanno fatturato oltre oltre 417 milioni di euro di licenze rilasciate e di 69,5 milioni di materiali consegnati.  “Includono diversi sistemi militari (…) e altro materiale spedito dalla Rheinmetall Italia all’Ucraina del valore complessivo di 153.400.000 euro. Batterie e munizioni che l’Ucraina potrebbe utilizzare in territorio russo per colpire – come richiesto dal Parlamento europeo con la risoluzione approvata il 18 settembre scorso– “legittimi obiettivi militari sul territorio russo””.

21 OTTOBRE, KHARKOV (UCRAINA).

Bloggers pro-Kiev lamentano che ieri i volontari che supportano l’esercito non hanno potuto consegnare automobili ai militari perchè i lavoratori dell’officina meccanica non si sono presentati a lavoro.

Oltre ad essi, gommisti, lavoratori delle stazioni di servizio e di fast food, fattorini, riparatori di finestre/porte, idraulici, lavoratori di varie aziende, dottori, ecc. – non si sono presentati al lavoro.

21 OTTOBRE, POLTAVA (UCRAINA)

Un uomo si è impiccato nei locali di uno dei centri di reclutamento distrettuali (TCR) della regione di Poltava. L’uomo si è rifiutato di firmare l’idoneità al servizio militare (VLK), per cui è stato aperto un procedimento per “rifiuto della mobilitazione”. In precedenza era stato condannato ad una pena sospesa per renitenza alla leva.

Sulla base di questo fatto, è stato redatto un rapporto alla polizia per il reato penale di “rifiuto della mobilitazione” ai sensi dell’articolo 336 del Codice penale dell’Ucraina [elusione della coscrizione durante la mobilitazione; rifiuto illegale di superare una commissione medica militare]. Il cittadino l’anno scorso era già stato condannato ai sensi di questo articolo a tre anni di carcere con sconto dalla pena ad un anno di libertà vigilata, che si è conclusa nel settembre di quest’anno“.

 

25 OTTOBRE, (GERMANIA).

Il ministro degli Esteri polacco Radosław Sikorski ritiene che il denaro dato ai rifugiati ucraini in Germania dovrebbe andare direttamente in Ucraina. Il Ministro ha dichiarato in una intervista su TVP info di aver recentemente condiviso quest’idea con Olaf Scholz: “Non è giusto che il sostegno finanziario incoraggi le persone a rimanere in Germania invece di supportare gli uomini che combattono in prima linea“.

Attualmente, la Germania ha il maggior numero di rifugiati ucraini, seguita dalla Polonia e dalla Repubblica Ceca.
Nel frattempo la Norvegia smetterà di concedere automaticamente asilo a tutti i rifugiati ucraini: le domande di asilo dei rifugiati dell’Ucraina occidentale saranno prese in considerazione su base individuale.

25 OTTOBRE, GORNYAK (DONETSK).

L’esercito russo è riuscito ad avanzare rapidamente a Gornyak (Hirnyk), nella regione di Donetsk, in conseguenza del fatto che alcune unità delle Forze armate ucraine avrebbero abbandonato le loro posizioni.

I parenti dei militari scrivono in rete che il 210° battaglione separato della 120° brigata di difesa territoriale sarebbe caduto in un accerchiamento operativo, perché il vicino 154° battaglione avrebbe abbandonato la sua posizione sotto la pressione russa. Allo stesso tempo, si dice che l’unità abbia subito perdite molto pesanti. Il comando aveva promesso rinforzi, che in realtà non sono arrivati.

Di conseguenza, il 210° battaglione avrebbe deciso di ritirarsi dall’accerchiamento e avrebbe lasciato le sue posizioni a Gornyak. Per questo avrebbe ricevuto “minacce di fuoco” dal proprio comando. I soldati avrebbero ricevuto l’ordine di tornare in questa città, cosa che la maggior parte avrebbe rifiutato a causa della stanchezza morale e fisica. Il comando della 110ª brigata meccanizzata (a cui questo battaglione era subordinato), insieme a militari non formati sconosciuti, avrebbe usato la forza fisica contro coloro che si rifiutavano di andare a combattere e aperto il fuoco su di loro. Alcuni dei soldati del 210° battaglione sarebbero stati fatti salire a forza su autobus e portati via in una direzione sconosciuta; al momento non ci sono contatti con loro. Un’altra parte sarebbe riuscita a fuggire.

È stato inoltre riferito che i militari sarebbero stati accusati di diserzione dall’Ufficio investigativo di Stato.

 

27 OTTOBRE, KIEV (UCRAINA).

Va a fuoco una filiale delle Poste (Ukrposhta). Anche un’altra filiale vicina ha preso fuoco. Lavoratori dell’ufficio postale dichiarano che sia conseguenza del fatto che gli uffici portano avvisi di comparizione per il reclutamento. Finché gli uffici postali non hanno portato avvisi, non c’erano piromani.

29 OTTOBRE, REGIONE DI ZHYTOMYR (UCRAINA).

Residenti picchiano i rapitori del TCR (Ufficio per il reclutamento).

29 OTTOBRE, (RUSSIA).

Il progetto liberal “Idite Lesom”, che aiuta il personale militare a disertare e a lasciare la Russia, registra un aumento del numero di “richieste di aiuto per diserzione”. “Se entro gennaio 2023 solo 28 persone erano venute da noi con una richiesta del genere, entro gennaio 2024 erano già 284, ed entro settembre – 372“, afferma il fondatore dell’organizzazione, Grigory Sverdlin. “E tra i disertori ci sono ora dei coscritti che, dall’agosto 2024, hanno cominciato ad essere inviati in prima linea nella regione di Kursk, dove l’Ucraina ha invaso“.

Lo Stato russo recluta sempre più aggressivamente per evitare di dover proclamare una nuova ondata di mobilitazione. Le autorità continuano ad aumentare i pagamenti ai lavoratori a contratto: in molte regioni l’importo raggiunge già diversi milioni di rubli e lo stipendio mensile supera il reddito medio del paese. Dall’autunno del 2022 qualsiasi contratto con il Ministero della Difesa è diventato a tempo indeterminato. Anche i soldati gravemente feriti non vengono dismessi dall’esercito. Puoi essere dimesso solo se non hai due braccia, due gambe o una testa.

29 OTTOBRE, SAN PIETROBURGO (RUSSIA).

Una squadra di ricerca del Ministero della Difesa in collaborazione con il Ministero degli Affari Interni ha arrestato tre detenuti disertori fuggiti dalla guerra in Ucraina, scrive la pubblicazione locale 47news.

Tutti e tre, originari della regione di Leningrado, sono stati mandati al fronte direttamente dal carcere.

Durante il primo contatto con il gruppo di ricerca del Ministero della Difesa, uno di loro ha tirato fuori una pistola, l’ha puntata contro l’ufficiale del Ministero della Difesa e ha minacciato di usare l’arma se ai prigionieri non fosse stato permesso di andarsene.

Il gruppo di militari non era pronto per questo. Cioè all’uso delle armi in tali situazioni, soprattutto per uccidere. Oggi, servizi simili del Ministero della Difesa non hanno assolutamente esperienza e capacità nell’effettuare arresti civili. Inoltre, vicino alla casa c’erano anche degli estranei. Secondo i documenti, “per evitare vittime civili”, la squadra di ricerca ha accettato la richiesta e si è ritirata. O meglio, ha fatto finta di ritirarsi, chiamando i rinforzi della polizia”, scrive 47news.

Successivamente la casa dove si nascondevano i disertori è stata presa d’assalto.

30 OTTOBRE, MOSCA (RUSSIA).

Recentemente, a Balashikha (regione di Mosca), un pastore protestante è stato arrestato e rinchiuso in un centro di custodia cautelare per aver predicato un sermone in cui invitava a non combattere per nessuno Stato.

Nel suo sermone, che ha predicato il 25 settembre 2022, poco dopo l’annuncio della “mobilitazione parziale” in Russia, ha affermato:

Quando ti convocano per mandarti a combattere è lo stesso peccato e lo stesso Satana!
Trovami nel Nuovo Testamento anche un solo accenno, un solo accenno al fatto che potremmo in qualche modo partecipare [alla guerra]!
E non importa quale re ci chiama a questo: lo zar ucraino, lo zar americano o il nostro zar!

Due anni dopo, nell’ottobre del 2024, le forze di sicurezza hanno arrestato questo pastore per un appello contro la guerra e hanno condotto perquisizioni tra ministri e parrocchiani della sua parrocchia, sfondando le porte delle case. Gli uomini sono stati costretti a sdraiarsi sul pavimento con le mani dietro la testa (mantenuti in questo stato fino a 12 ore) e a camminare a piedi nudi per strada.

31 OTTOBRE, KURSK (RUSSIA).

Sul canale telegram Голос анархистов (La Voĉo de Anarkiistoj), La Voce degli Anarchici, dopo aver segnalato casi di militari ucraini che rifiutano di eseguire gli ordini e abbandonano le posizioni di combattimento, come a Ugledar, vengono segnalati casi analoghi dal lato russo del fronte.

Alcuni militari russi della regione di Kursk si sono infatti rifiutati di eseguire gli ordini dei propri comandanti e di attaccare, lamentandosi di essere trattati come carne da cannone e portati in posizioni fortificate delle forze armate ucraine.

 

 

settembre 2024 [2].

Le autorità russe prevedono di aumentare le spese militari di 2,8 trilioni di rubli. Secondo Bloomberg , nel 2025 la spesa per la difesa raggiungerà i 13,2 trilioni di rubli (pari al 6,2% del PIL). Il 40% del bilancio russo andrà alla difesa e alla sicurezza interna.

Il 30 settembre è stato firmato il decreto sulla coscrizione autunnale in Russia. Il documento è già stato pubblicato sul portale di informazione legale. Il Ministero della Difesa russo prevede di arruolare 133.000 coscritti, ovvero 3mila in più rispetto alla coscrizione autunnale dello scorso anno. In primavera furono richiamati 150.000 coscritti.
Secondo il documento, 133mila persone tra i 18 e i 30 anni saranno chiamate a prestare servizio militare. In precedenza, lo Stato Maggiore aveva dichiarato che “coloro che saranno chiamati al servizio militare in autunno non verranno inviati a partecipare alle operazioni nel Distretto Militare Settentrionale”. Putin aveva detto la stessa cosa all’inizio della guerra in Ucraina, ma i coscritti russi sono morti durante i combattimenti al fronte.

Sull'altro lato del fronte, secondo "The Economist" il 5-10% dei soldati delle Forze Armate ucraine è assente dalle proprie unità senza giustificato motivo.

A queste latitudini, dopo la dichiarazione di guerra alla Russia da parte del Parlamento europeo, il governo italiano si è espresso sull'utilizzo di armi italiane su territorio russo con un'ennesima presa in giro. Secondo la Presidente del Consiglio Meloni, se anche i paesi della NATO dovessero accordare al governo ucraino di sparare con la loro armi su Mosca, quelle italiane resterebbero vietate. La verità è che non esistono armi difensive ed inoltre è del tutto impossibile sapere alcunché non solo dell'utilizzo, ma anche dell'entità dell'invio di armi italiane all'Ucraina, dal momento che i diversi governi che si sono succeduti, a partire da quello di Mario Draghi, hanno deciso di secretare queste decisioni prese via decreto.
fine agosto, LOCALITA’ IMPRECISATE (RUSSIA).

Il mancato pagamento dei salari rimane la causa principale delle proteste dei lavoratori in Russia. Alcuni organizzano scioperi spontanei. E a volte i lavoratori ricorrono a una sorta di “guerriglia” di classe. Alla fine di agosto nel gruppo “Sentito al Rosso e Bianco” del social media russo VK sono apparse le foto di un’azione di protesta che, come si sostiene, è stata portata avanti dai lavoratori di almeno due negozi della catena “Rosso e Bianco”. Uno di questi, a giudicare dalla foto, si trova a Lytkarino, vicino a Mosca. I dipendenti non solo hanno interrotto il lavoro appendendo alla porta d’ingresso un cartello con la scritta “Il negozio è chiuso a causa del mancato pagamento degli stipendi ai dipendenti”, ma hanno anche sigillato la serratura.

AGOSTO E SETTEMBRE, (RUSSIA).

Ci sono ulteriori notizie di proteste sindacali e sociali in diverse regioni della Russia. In precedenza erano circolate informazioni sugli scioperi nella regione di Mosca, nella regione di Omsk, a Surgut e a Krasnodar. Inoltre, in agosto, i lavoratori dei trasporti hanno scioperato a Barnaul. Continuano le proteste ambientaliste contro il saccheggio commerciale degli spazi verdi, nonché quelle contro l’invio di coscritti nelle zone di combattimento.

I genitori dei coscritti russi hanno infatti raccolto e diffuso sui social network una serie di appelli in cui hanno espresso preoccupazione per le notizie secondo cui coloro che sarebbero stati arruolati nell’esercito da Kostroma, Tjumen, Kemerovo, Bryansk e da altre regioni potrebbero, contrariamente alle ripetute promesse delle autorità, essere inviati al fronte.

Inoltre, un movimento delle mogli degli uomini mobilitati ha organizzato una azione online: il flash mob #coscriptschildren (#срочникидети).

SETTEMBRE, KYIV (UCRAINA).

L’ambasciata britannica a Kyiv mette in guardia i cittadini con passaporto del Regno Unito “in caso di contatto con rappresentanti dell’esercito ucraino”.

E’ in corso una mobilitazione generale di uomini dai 25 ai 65 anni sul territorio ucraino. In caso di contatto con i rappresentanti dei servizi di arruolamento delle Forze Armate ucraine, ai cittadini del Regno Unito è consigliato:
– Se vedi un gruppo di persone in abiti militari vicino a un van o minibus, è raccomandato evitare contatti con loro, ad esempio andando dall’altro lato della strada. (…)

META’ SETTEMBRE, (NORVEGIA).

Ad un uomo con documenti russi, fuggito dalla mobilitazione, è stato negato l’asilo politico in Norvegia. Le autorità dello Stato hanno infatti fatto riferimento alle parole di Putin secondo cui la mobilitazione era terminata. Pavel ha lasciato Severomorsk, nella regione di Murmansk, il 22 settembre 2022, il giorno dopo l’annuncio della mobilitazione. È scappato in Norvegia e ha chiesto asilo nella città di Vadsø. Tuttavia, a metà settembre 2024, l’Agenzia norvegese per la migrazione ha informato l’uomo che non aveva diritto all’asilo e che doveva lasciare lo spazio Schengen entro tre settimane. Si tratta della prima decisione di questo tipo conosciuta in Norvegia, scrive “The Insider”.

Secondo il Dipartimento per la migrazione, in Russia attualmente non è in corso alcuna mobilitazione. I funzionari norvegesi fanno riferimento alle parole di Vladimir Putin e Sergei Shoigu, che hanno annunciato il completamento della mobilitazione nell’ottobre 2022. Lo stesso Pavel sostiene che il commissariato militare continua a cercarlo, a due anni di distanza dall’inizio della mobilitazione. Secondo l’uomo, persone dell’ufficio di registrazione e arruolamento militare si sono presentate all’appartamento dove era registrato il suo domicilio e hanno chiesto dove fosse. Pavel non sa ancora cosa fare se le autorità norvegesi lo costringeranno a lasciare il Paese. “Sono sicuro, so che sarò portato in guerra. Se torno in Russia finirò nell’esercito o in prigione. Entrambe le opzioni equivalgono alla morte“.

In precedenza, i paesi scandinavi hanno ripetutamente negato l’asilo politico ai russi. Al russo Stanislav Brysin è stato rifiutato l’asilo in Svezia, nonostante la sua attività di protesta e un procedimento penale aperto per “incitazione al terrorismo”. Brysin si è imbarcato su una barca e ha navigato verso l’Irlanda. In precedenza, la Svezia aveva deportato una famiglia originaria della Bielorussia, contro la quale era stato aperto un procedimento penale.

La situazione dei rifugiati russi negli Stati Uniti non è migliore. ASTRA ha raccontato la storia di un giornalista dell’opposizione russo attivo contro la guerra, che è scappato negli USA ed è finito prigioniero in un centro di detenzione per migranti e condannato amministrativamente. Le autorità statunitensi lo hanno deportato e consegnato all’FSB.

17 SETTEMBRE, NOVOSIBIRSK (RUSSIA).

Le autorità di Novosibirsk hanno rifiutato di autorizzare una manifestazione contro il blocco di YouTube a causa di “incitamento all’odio razziale” e “diffusione di falsi sulla SVO” [operazione militare speciale, termine coniato dal governo per definire la guerra contro l’Ucraina].

La decisione delle autorità si motiva con il fatto che YouTube “è una delle principali piattaforme che distribuiscono falsità sull’andamento della difesa militare che screditano le forze armate russe”.

24 settembre, località imprecisata (ucraina).

Un gruppo di persone ha fatto irruzione nella camera di tortura dei reclutatori (TCR), chiedendo il rilascio dei ragazzi rapiti per essere mandati al fronte.

25 settembre, suzdha (russia).

Pavel Shcherbakov, coscritto 21enne della città di Abdulino, nella regione di Orenburg, è scomparso vicino a Sudzha. Sua madre ne ha parlato ad ASTRA. L’ultima volta che suo figlio le ha scritto un messaggio è stato il 3 agosto. La ha avvertita che non avrebbe avuto modo di contattarla per molto tempo.  Il 20 settembre le è stato comunicato che era indicato come disperso. La donna ha cercato di contattare la direzione dell’unità militare 12721, con sede a Klintsy, nella regione di Bryansk, dove il figlio ha prestato servizio, ma si sono rifiutati di darle qualsiasi informazione.

“Forse è più facile per loro dire che non c’è più e basta”.

ASTRA ha scritto dei coscritti dell’unità 12721 che erano in stato di prigionia, sospettati di “tradimento”. In totale, secondo le stime di ASTRA, almeno 44 coscritti sono scomparsi nella regione di Kursk da quando le Forze Armate ucraine hanno sfondato il confine russo. Inoltre ASTRA ha scritto anche dei numerosi coscritti uccisi nella regione di Kursk. Il 24 settembre si è saputo della morte di Matvey Yakovlev, della regione di Pskov. Sempre nella regione di Kursk è morto un coscritto di 18 anni di Rybinsk, Valentin Shumilov. Sua madre ha scritto un appello a Putin chiedendogli di spiegare perché i coscritti vengono mandati in prima linea.

25 SETTEMBRE, BURIAZiA (RUSSIA).

Una classe di polizia è stata formata in una scuola nella Repubblica di Buriazia: i bambini verranno istruiti dal Ministero degli affari interni, dalla Guardia russa e dal Servizio penitenziario federale. Nelle fotografie pubblicate, le forze di sicurezza mostrano ai bambini come usare una mitragliatrice e un manganello. Si segnala che inizierà il programma di orientamento professionale per i bambini a partire dalla seconda elementare.

L’obiettivo principale della creazione di una classe del genere è l’educazione patriottica e l’orientamento professionale per le generazioni più giovani“, scrivono i dipendenti del dipartimento del Ministero degli affari interni del distretto di Bauntovsky.

"Il 60% dei disertori che abbiamo aiutato rimangono in Russia e continuano a nascondersi", sostengono i promotori dell'organizzazione "Idite Lesom".
Hanno pubblicato la lettera di uno di loro, in cui condivide la sua esperienza: "Sì, non mi dispiace, posso condividere, forse qualcuno si sentirà meglio sapendo di non essere l'unico."
Questa storia mostra quanto sia difficile prendere la decisione di restare nel paese e nascondersi, ma con le giuste azioni è possibile.
25 settembre, Novoivanovka (ucraina).

Continuano i tentativi di devastare l’ambiente da parte del business del petrolio e del gas nelle regioni di Poltava e Kharkov, così come i tentativi della gente del posto di resistere. Il 25 settembre, a Novoivanovka, al confine tra queste regioni si è tenuta ancora una volta una assemblea collettiva contro la costruzione di un’impresa per il trattamento dei rifiuti derivanti dalla trivellazione per il  petrolio e i giacimenti di gas sul territorio della comunità.

È probabile che la situazione a Kolomak sia solo un presagio dei processi che si dispiegheranno con ancora più violenza dopo la guerra, quando le attività produttive locali, come la coltivazione della barbabietola da zucchero, saranno sostituite da un capitalismo prettamente estrattivista che non richiederà un gran numero di lavoratori. La regione di Kharkov si conferma capofila nel tasso di vendita di terreni agricoli da quando è iniziata la guerra su vasta scala.

25 settembre, torino (italia).

Compare qualche scritta in solidarietà ai disertori al Campus Einaudi (Università di Torino) e all’Ufficio Immigrazione della Questura.

26 SETTEMBRE, MOSCA (RUSSIA).

Nella regione di Mosca, un coscritto con una mitragliatrice è fuggito facendo perdere le sue tracce. Lo riferiscono i media e i resoconti pubblici su VK. Si presume che il 19enne, un militare del reggimento Preobrazenskij, si trovasse nel centro multifunzionale dei vigili del fuoco e ad un certo punto sia scomparso. È stato riferito che ha una mitragliatrice e le relative munizioni.

26 SETTEMBRE, (RUSSIA).

L’FSB ha arrestato sei russi in tre regioni con l’accusa di incendio doloso delle ferrovie. Tre dei detenuti sono minorenni. I sospettati sono detenuti nelle regioni di Irkutsk, Nizhny Novgorod e Samara. Hanno incendiato antenne della rete mobile e sono accusati di aver compiuto questo sabotaggio su commissione per l’intelligence ucraina.

Dei sei, tre sono nati nel 2007 e nel 2009. Sono stati avviati procedimenti penali contro tutti i sospettati ai sensi dell’articolo di attacco terroristico (articolo 205 del codice penale della Federazione Russa). In totale rischiano una pena dai 12 ai 20 anni e fino all’ergastolo.

27 settembre, omsk (russia).

Il disertore Kamil Kasimov è stato consegnato dal Kazakistan alle autorità russe e condannato a 6 anni di prigione di massima sicurezza. L’organizzazione “Idite Lesom” ha aiutato Kamil a lasciare la Russia per il Kazakistan nel giugno 2023. Era un soldato a contratto in un’unità missilistica a Ulan-Ude. Alla fine del 2021 è stato inviato alle esercitazioni in Bielorussia. Il 24 febbraio 2022, alle 5 del mattino, ha visto il primo lancio di un razzo volare verso l’Ucraina. Alla prima occasione Kamil ha disertato.

Nell’aprile 2024 è stato arrestato sul posto di lavoro da dipendenti russi, presumibilmente facenti parte del dipartimento investigativo militare. Kamil è stato portato in un’unità militare russa vicino a Priozersk, che esiste in base a un accordo tra Kazakistan e Russia.

Secondo sua madre, Kamil l’ha contattata di nuovo alla fine di giugno e avrebbe detto di trovarsi in un’unità militare a Omsk. Contro di lui è stato aperto un procedimento penale per diserzione. Non si sa come sia finito a Omsk dopo essere stato detenuto a Priozersk. Si tratta sicuramente di un rapimento, poiché non è stata eseguita alcuna procedura legale di estradizione.

Il 13 agosto 2024, Kamil Kasimov è stato condannato dal 40° tribunale militare a 6 anni in una prigione di massima sicurezza ai sensi dell’articolo sulla diserzione durante un conflitto militare. L’udienza si è svolta a Omsk e il giudice ha pronunciato il verdetto, considerando lo status di veterano di guerra come una circostanza attenuante. Kasimov si trova ora nel centro di detenzione preventiva a Omsk e, secondo sua madre, era contento che la condanna fosse di soli 6 anni e non di 15.

In precedenza, nella città armena di Gyumri l’esercito russo aveva rapito due disertori: Dmitry Setrakov e Anatoly Shchetinin. Entrambi sono stati deportati in Russia.

28 SETTEMBRE, (RUSSIA).

La polizia della Federazione Russa ha iniziato a propagandare ai detenuti, anche alle donne, la possibilità di andare al fronte nella guerra contro l’Ucraina. Ciò sta accadendo per lo meno nelle regioni di Bryansk, Nizhny Novgorod, Novosibirsk, nella Repubblica di Komi, nel territorio dell’Altai e nell’annessa Crimea. Secondo le fonti di ASTRA, a Syktyvkar, un uomo di 46 anni sospettato del furto di caffè e dolci in un negozio locale, ha accettato di recarsi al fronte. A Ukhta, un 56enne che ha rubato 2 lattine di carne in scatola e una bottiglia di vodka ha accettato di unirsi alle forze armate russe. Anche alle donne viene offerto di recarsi alla “SVO”: ad esempio, nella regione di Nizhny Novgorod, a una residente locale di 50 anni che ha rubato cibo da un negozio del villaggio è stato “consigliato” di concludere un contratto in cambio dell’annullamento della pena.

La Duma di Stato della Federazione Russa ha adottato in seconda e terza lettura un disegno di legge per porre fine al perseguimento penale degli imputati se stipulano un contratto per il servizio militare.

27 settembre, SAN PIETROBURGO (russia).

In una moschea di San Pietroburgo è stato effettuato un raid contro i “nuovi” cittadini russi. E’ avvenuta un’incursione proprio durante la preghiera del venerdì. La polizia antisommossa è arrivata alla moschea e ha iniziato a controllare i documenti e a emettere convocazioni per la mobilitazione militare.

Siamo venuti a pregare nella moschea. Sono arrivati ​​gli agenti antisommossa e hanno iniziato a controllare i documenti di tutti, ma io non ero nemmeno registrato. Hanno consegnato la convocazione. Allego una foto. Non mi hanno rilasciato finché non ho firmato. Ho la doppia cittadinanza; ho ricevuto la cittadinanza russa dai miei genitori due anni fa. Ho 21 anni. Pensavo che se la registrazione fosse temporanea, che non ci fosse bisogno di preoccuparsi. Ma mi hanno subito convocato“.

29 settembre, località imprecisata (ucraina).

Si dice che i bambini nel video fingano di essere ufficiali di un Centro di Reclutamento Territoriale.

30 SETTEMBRE, ODESSA (UCRAINA).

Protesta in strada contro la russofobia e l’ucrainizzazione forzata.

27 SETTEMBRE, (NORVEGIA).

Per due anni e mezzo, la stragrande maggioranza delle persone che scappavano dall’Ucraina ha ricevuto una protezione temporanea in Norvegia senza che le autorità considerassero individualmente ciascuna domanda. A partire da oggi, le richieste di persone che arrivano in Norvegia da aree dell’Ucraina che la Direzione norvegese dell’immigrazione (UDI) valuta come “sicure” saranno gestite secondo le normative ordinarie per l’asilo. Questo attualmente si applica a sei aree: Lviv, Volyn, Zakarpattia, Ivano-Frankivsk, Ternopil e Rivne..

Molte delle persone scappate dall’Ucraina si stanno de facto sottraendo alla normativa sulla mobilitazione totale. Se deportate sarebbero quindi passibili di essere inviate a combattere al fronte.

Il Ministro della Giustizia dell’Islanda ha successivamente dichiarato che anche lo Stato islandese potrebbe rifiutare la protezione ad una parte dei rifugiati ucraini.

 

La spesa militare in Russia aumenterà di un quarto nel 2025, toccando il 6,3% del PIL.
Il governo russo ha presentato alla Duma di Stato un progetto di bilancio per il 2025 e i prossimi due anni. La spesa per la difesa salirà l’anno prossimo a 13,5 trilioni di rubli. Questo importo è quasi il doppio della spesa militare nel 2024 ed è il più alto nell’intera storia post-sovietica del paese.
30 SETTEMBRE, LUGANSK (RUSSIA).

Erano a conoscenza dell’omicidio pianificato e hanno accettato di parteciparvi.” ASTRA pubblica un frammento della decisione di avviare il primo procedimento penale noto relativo all’omicidio di massa di militari russi da parte del proprio comando durante la guerra in Ucraina.

Nel marzo 2024, il principale dipartimento investigativo militare del comitato investigativo di Lugansk ha aperto un procedimento penale contro la dirigenza della 6a divisione di fucilieri a motore, formazione militare costituita nel 2022. Il suo comando è accusato di aver torturato i propri militari, nonché di averli uccisi in massa.

In particolare l’omicidio di 7 militari è stato commesso la mattina presto del 4 luglio 2023 nel villaggio di Bakhmutskoye. Gli ufficiali hanno portato i sottoposti nel seminterrato e lì hanno lanciato 5 granate F-1. I sopravvissuti all’esplosione sono stati uccisi a colpi di pistola.

Le vittime in totale sono 19 soldati russi.  Secondo il comando, sono stati uccisi perché si erano rifiutati di eseguire gli ordini. Prima sono stati sottoposti a tortura: sono stati picchiati “con i piedi, con i pugni e anche con vari oggetti e attrezzature speciali sul viso e sul corpo”. Ai militari è stato negato anche l’accesso a cibo e acqua.

30 SETTEMBRE, VORONEZ (RUSSIA).

Nella regione di Voronez, i dipendenti degli uffici di registrazione e arruolamento militare hanno fatto il giro delle case e hanno informato i residenti sotto i 55 anni dell’imminente mobilitazione.

SETTEMBRE, KOLOMAK (UCRAINA).

La popolazione di Kolomak si sta opponendo alla trasformazione del villaggio in una discarica a causa della trivellazione dei pozzi nella regione di Kharkov.

Questo contributo scritto dal gruppo anarchico “Assembly” tratta delle più recenti forme di estrattivismo di petrolio e gas nella regione di Kharkov, mettendo in luce i tentativi dei residenti di opporsivi. Risulta interessante alla luce dello scenario di devastazione e saccheggio che si prefigura per la fase della futura “ricostruzione postbellica” sul suolo attualmente controllato dallo Stato ucraino. Affare miliardario in cui lo Stato e le aziende italiane avranno un ruolo protagonista. Ne è esplicita conferma il comunicato di Palazzo Chigi diffuso a margine del bilaterale tra Giorgia Meloni e Volodymyr Zelensky al Forum di Cernobbio del 7 settembre: «Particolare attenzione è stata dedicata, infine, al tema della ricostruzione, anche in vista dello svolgimento nel 2025 in Italia della prossima Ukraine Recovery Conference». Lo stesso Zelensky su X ha dichiarato: «Uno dei temi chiave che abbiamo discusso è la ripresa e la ricostruzione dell’Ucraina, concentrandoci in particolar modo sul ripristino del nostro sistema energetico».

Senza alcuna romanticizzazione delle storiche attività produttive locali, va sottolineato quanto il dispositivo della cd. “transizione ecologica” sia centrale all’interno della guerra in corso, in cui si intrecciano gli interessi del capitalismo fossile e di quello “verde”. Va ricordato che lo Stato ucraino nel 2021 aveva aderito all’Alleanza europea sulle batterie e sulle materie prime, nonchè firmato un partenariato strategico ed avviato un progetto comune per l’estrazione di lito da due depositi di Dobra, a Shevchenikivske, nelle regioni di Kirovohrad e Donesk. Il sottosuolo attualmente controllato dallo Stato ucraino è ricco di giacimenti di litio (fondamentale per le batterie e la mobilità “green”) e delle cd. “terre rare” (essenziali per i motori elettrici, i dispositivi smart, la filiera eolica, la fibra ottica, la diagnostica medica) e vi sono presenti circa un terzo delle riserve minerarie continentali (ferro, man- ganese, uranio, titanio, zirconio, …), il cd. “scudo ucraino”. Materie prime essen- ziali anche per le attività delle centrali nucleari. Inoltre l’Ucraina orientale è la se- conda più grande riserva d’Europa di gas naturale.

SETTEMBRE, LOCALITA’ SCONOSCIUTA (UCRAINA).

Una jeep di residenti blocca la macchina degli Ufficiali per il reclutamento (TCR) e libera il prigioniero che era stato rapito in strada per essere arruolato.

 

settembre 2024 [1].

L'inizio dell'autunno è stato segnato dal deterioramento della situazione sui fronti per l'Ucraina. Giorno dopo giorno, la difesa nella regione di Donetsk si sta sgretolando, a Kharkov le truppe russe si stanno avvicinando al fiume Oskol tra Kupyansk e Borovaya, nella regione di Kursk hanno anche restituito il controllo di una serie di insediamenti, anche se in alcuni luoghi l'esercito ucraino sta ancora attaccando.

Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato l'intenzione di aumentare di 180.000 unità le Forze Armate. Tuttavia, dato il malcontento sociale diffuso per la strategia del "tritacarne", le azioni del governo russo suggeriscono che intenda di evitare di costringere le persone a combattere attraverso una nuova ondata ufficiale di mobilitazione (si tratterebbe della terza dall'inizio della guerra) - preferendo invece aumentare gli incentivi per i "volontari", nonché l'arruolamento dei detenuti.

Nel frattempo Commissione e Parlamento europeo hanno dichiarato esplicitamente guerra alla Russia. Il Parlamento UE ha approvato una risoluzione a favore dell’uso di armi occidentali in Russia. Il testo approvato sottolinea che “le forniture insufficienti di munizioni e le restrizioni sul loro uso rischiano di annullare l’impatto degli sforzi compiuti finora e deplora la diminuzione del volume degli aiuti militari bilaterali all’Ucraina da parte dei Paesi dell’Ue”. I parlamentari di alcuni partiti di governo e "opposizione", come Fratelli d’Italia e il Pd, hanno votato no al paragrafo 8 sull’uso delle armi occidentali in Russia, ma hanno approvato il testo finale che quel paragrafo lo conteneva integralmente.
6 settembre, Kharkov (Ucraina).

Un vigile ha picchiato un passante perché ha “brutalmente rifiutato” di mostrare i documenti. Con l’inizio dell’invasione ucraina della regione di Kursk l’esposizione di questa violenza è diminuita sui media, perché l’attenzione del pubblico è stata temporaneamente distratta.  Qualcuno che fa parte del progetto ucraino sul monitoraggio dei rapimenti in strada per l’arruolamento militare ha dichiarato:
C’è l’opinione che l’offensiva di Kursk stia deviando il malcontento della gente e distraendo dal tema dei TCR [Centri territoriali per il reclutamento]. E vi dico che ciò è molto evidente. I video sulla feccia dei TCR sono diminuiti di circa cinque volte. La gente si è distratta guardando le mappe dell’offensiva. Ma gli invasori del TCR non sono scomparsi da nessuna parte. E catturano le persone per strada allo stesso ritmo”.

8 settembre, odessa (UCRAINA).

Blocco stradale in seguito a diversi giorni di blackout.

9 Settembre, (UCRAINA).

Il giornalista di Kiev e membro della VSU,  Vladimir Boyko, ha scritto sul suo profilo Facebook: “Mi sono imbattuto più volte nel dato che il numero di disertori nelle Forze Armate dell’Ucraina e in altre formazioni armate è di 200 mila persone. In effetti, sostengo che il numero di disertori ha già superato le 150 mila persone e si sta avvicinando alle 200 mila. Con le dinamiche che esistono ora, possiamo prevedere 200 mila disertori per il dicembre 2024. Voglio anche sottolineare che l’effettiva depenalizzazione della diserzione avrà conseguenze catastrofiche per il fronte nel prossimo futuro. Perché questa legge non è rivolta a coloro che hanno già lasciato le unità militari (nessuno li ha cercate comunque, e i procedimenti penali non hanno avuto seguito), ma a quei militari che hanno svolto coscienziosamente il loro dovere e che ora si sono resi conto che è possibile deporre le armi, tornare a casa e non accadrà nulla per questo. (…). Oggi, i crimini contro l’ordine stabilito del servizio militare non sono affatto indagati, i disertori non sono ricercati – questo è ciò che ha portato al fatto che il problema si è accumulato per 2 anni e mezzo ed ora la situazione si trova in un vicolo cieco. È impossibile portare un numero così elevato di disertori alla giustizia, ed è impossibile trovarli. (…) Prima di tutto, è tecnicamente impossibile – dopo la registrazione del procedimento penale, il disertore è escluso dalle liste del personale e può rientrare nel servizio solo attraverso il TCR [centro territoriale per il reclutamento], attraverso la rimobilitazione. In secondo luogo, non è per questo che il disertore ha lasciato l’unità e tornò a casa. La diserzione di massa è iniziata, poiché la gente ha visto che è possibile “salire sugli sci” e non ci sarà nessuna conseguenza per questo.

12 settembre, (UCRAINA).

Secondo le statistiche di Opendatabot, dall’inizio della guerra su vasta scala fino all’inizio di questo mese, in Ucraina sono andate perse 270 mila armi. Più che mitragliatrici, lanciagranate, molto spesso gli AK-74 e i fucili da caccia vengono persi o rubati. Il primato assoluto si registra nelle regioni di Donetsk e Zaporozhye (rispettivamente 52.628 e 31.984 esemplari), la città di Kiev (27.159), la regione di Luhansk, le regioni di Kharkiv e Sumy.

13 settembre, Mosca (Russia).

Una studentessa del primo anno della Scuola superiore di economia ha sputato su un poster di pubblicità per “servizi a contratto nelle Forze Armate” dentro ad un bar. E’ stata multata per “screditamento” dell’esercito russo.

15 settembre, (Ucraina)

Se quest’estate Assembly ha scritto che gli atti di diserzione di solito accadono sotto forma di mancato ritorno dall’ospedale o dal congedo, ora i soldati se ne vanno già e scompaiono direttamente dalle loro posizioni, anche in assenza di bombardamenti. Su uno dei principali canali di notizie in Ucraina un ufficiale ha dichiarato che le statistiche ufficiali delle fughe militari sono sottovalutate: “(…) Inoltre, gli SZCh [coloro che abbandonano un’unità militare senza autorizzazione] e i disertori vengono rimossi dal personale. È uscito, è stato assente dall’unità per più di dieci giorni. O si è rifiutato di andare davanti. La maggior parte degli SZCh e dei disertori non hanno procedimenti penali aperti contro di loro, i comandanti non scrivono rapporti. Dal momento che questo rovina le statistiche generali dell’unità e mette in discussione la competenza del comandante nel guidare e mantenere alto il morale. Pertanto, tale contingente viene tranquillamente rimosso dal personale. C’è un’altra sfumatura. Il fatto è che se i malati, i trasgressori o i disertori non vengono rimossi dal personale, allora secondo i documenti l’unità non ha bisogno di essere rafforzata. Ed è considerata pronta per il combattimento. Ma in realtà l’unità non è pronta per il combattimento. Dal momento che più della metà di esso è costituito da trasgressori o feriti. I trasgressori per motivi di ubriachezza o litigi, o i tossicodipendenti, possono essere tenuti fuori dal personale per anni – nessuno ha bisogno di loro nelle unità di combattimento. Inoltre non possono essere licenziati, quindi i trasgressori possono essere tenuti in unità di riserva come manodopera a basso costo per le unità. Raramente sono mandati a casa, sono tenuti nella parte posteriore non lontano dall’unità. Non c’è sicurezza nelle unità di riserva per gli “outstaffers”. Se un “outstaffer” sfugge a una società di riserva – entra in SZCh ripetuto, allora viene prima dichiarato ricercato. Poi viene aperto un procedimento penale per diserzione. Le persone scappano molto spesso dalle unità di riserva. Ma alcuni di loro vengono catturati dal servizio militare delle forze dell’ordine e riportati indietro dopo la “rieducazione” presso l’ufficio del comandante“.

16 settembre, Perevalsk (Russia).

Un coscritto di Kemerovo affetto da epilessia e alcolismo è stato arrestato dalla polizia militare e tenuto in un seminterrato nell’ex colonia di Perevalsk per una settimana. Sua moglie ne ha parlato ad ASTRA Press. Secondo lei l’uomo è stato rilasciato e riportato nell’unità militare solo la notte del 16 settembre. “Farà cortocircuito, prenderà un mitragliatore, i suoi colleghi lo vedranno e inizieranno a sparare, di chi sarà la colpa? Non credo che il Presidente non lo sappia. Prendono le persone per stupide. Penso che presto finirà io stessa incarcerata per aver screditato il Presidente e la patria“. A Perevalsk secondo fonti ASTRA viene trattenuto il personale militare che si rifiuta di combattere. Dopo la prigionia, i disertori e insubordinati vengono mandati a prestare servizio nella cosiddetta 57a brigata “sacrificabili”. Nell’estate del 2022, 5 ufficiali russi che si sono rifiutati di combattere sono scomparsi senza lasciare traccia. I comandanti russi definiscono l’ex colonia a Perevalsk un “centro di riabilitazione”.

20 settembre, Odessa (Ucraina).

Un gruppo di donne ha bloccato l’ingresso dell’ufficio arruolamenti di Odessa in via Zankovetskaya.

21 SETTEMBRE, (UCRAINA).

In Ucraina viene promossa una nuova narrativa come parte della normalizzazione della morte: “La vita è fatta di problemi quotidiani; la morte non è la fine, ma una riorganizzazione degli eroi per la prossima missione”.

22 Settembre, klintsy (russia).

Che venga fuori il comandante e mi dica in faccia che mio figlio è una spia“. Nell’unità militare 12721 nella regione di Bryansk ai coscritti è stato permesso vedere i loro parenti. A due genitori è stato permesso di vedere il figlio per un solo minuto. Il giovane infatti si trovava sotto interrogatorio per alto tradimento, in quanto a fine agosto si era lamentato delle violenze e vessazioni nella sua unità e la madre ne aveva parlato su ASTRA. A Klintsy i coscritti vengono trattati “come bestiame” dai colleghi in quanto giovani e tornati dalla prigionia in Ucraina per uno scambio. Non è noto cosa succederà al giovane in questione.

22 settembre, transcarpazia (ucraina).

Un gruppo di credenti ortodossi ha bloccato una strada contro la mobilitazione militare forzata di due membri del clero, che sono stati rilasciati.

22 settembre, (UCRAINA)

In un articolo comparso sul canale “La voce degli anarchici” si parla della cooperazione di sedicenti gruppi anarchici favorevoli alla guerra con l’ultradestra. Circa 3 mesi fa, alcuni canali “anarchici” filo-statali hanno iniziato a diffondere informazioni su un anarchico morto al fronte, che ha combattuto nella Brigata Azov. Hanno anche detto che era un membro del cosiddetto “plotone antiautoritario”, ma che dopo il fallimento del “plotone antiautoritario” ha deciso di unirsi alla brigata neonazista. Le informazioni su di lui sono state diffuse da un gruppo anarchico favorevole alla guerra come “Piattaforma ecologica”. Nel 2018, i membri di Azov attaccavano e picchiavano gli attivisti di Piattaforma Ecologica.Ma ora siamo nel 2024 e Piattaforma Ecologica onora un combattente ucciso nelle file di Azov!

Nella Brigata Azov è morto anche un altro sedicente “anarchico”, Ruslan Tereshchenko, che nel 2014 ha aiutato il governo ucraino a reprimere la rivolta separatista. Ma gli anarchici filo-ucraini hanno deciso di non parlare della sua appartenenza ad Azov. A giudicare dagli scritti di questi anarchici molto favorevoli alla guerra, forse ciò è dovuto al rischio di perdere il sostegno dei “compagni occidentali”. Gli stessi anarchici favorevoli alla guerra sono costretti ad ammettere con rammarico che la loro avventura nel sostenere il cosiddetto movimento di “liberazione nazionale” sta perdendo sempre più consensi nella comunità anarchica, dove i sentimenti internazionalisti stanno guadagnando forza…

23 settembre, Kharkov (Ucraina).

I militari hanno cercato di catturare un altro “volontario” per combattere al fronte. Tuttavia, i passanti si sono messi di mezzo e hanno bloccato l’auto dei rapitori, rompendone anche il finestrino.

23 settembre, Omsk (Russia).

Due studenti di 16 anni di Omsk sono entrati in una base militare e presumibilmente hanno bruciato un elicottero MI-8, riferiscono fonti locali. Si dice abbiano hanno agito su pagamento da parte dell’intelligence ucraina.

META’ SETTEMBRE, (UCRAINA).

Il canale di un blogger adolescente antimilitarista è stato hackerato dopo che il giovane è stato catturato dai militari.

24 settembre, (RUSSIA).

La Duma di Stato russa mobilita i detenuti. E’ stato infatti approvato in seconda e terza lettura un disegno di legge sulla cessazione del procedimento penale degli imputati se firmano un contratto per il servizio militare. In precedenza, solo gli imputati in fase di indagine o quelli già condannati potevano contare su un’attenuazione della pena dopo la stipula di un contratto.

24 SETTEMBRE, (RUSSIA).

Spiegate a me, madre di un coscritto, come è morto mio figlio? (…) Gridano a gran voce che i coscritti non combattono, ma le loro madri li seppelliscono”. Valentin Shumilov, un 18enne di Rybinsk, è morto nella regione di Kursk. Sua madre ha scritto un appello a Putin chiedendo di spiegare perché i coscritti vengono mandati al fronte.

La madre ha dichiarato ad ASTRA: “Mio figlio è morto il 17 settembre. Sono stata informata il 18 settembre in serata. È morto durante il bombardamento con una ferita da schegge alla testa. L’ultima volta che mio figlio mi ha chiamato è stato il 14 settembre e mi ha detto: “Mamma, la mia smobilitazione richiederà un po’ più di tempo, ma non preoccuparti, non possono ancora portarci via da qui”. So che si trovava da qualche parte nelle vicinanze di Karyzh. Mio figlio sarebbe dovuto tornare il 29 novembre. Voleva davvero tornare a casa”, ha raccontato. La donna racconta che suo figlio è stato chiamato per la leva obbligatoria il 29 novembre 2023. L’ha fatto a Kostroma, nel 331° Reggimento. Nel maggio di quest’anno Valentin, secondo la madre, è stato inviato al confine nella regione di Kursk. Il giovane non ha firmato “alcun contratto”, sottolinea.

Mio figlio non mi può più essere restituito, ma forse almeno alcuni degli altri ragazzi non moriranno. Ci sono tante domande. Perché non sono stati portati via da lì dopo il primo sfondamento, perché sono stati lasciati lì! Perché i soldati di leva rimangono lì e partecipano alle battaglie? Stanno spingendo i nostri figli alla morte, sono ancora bambini, non gli è stato insegnato nulla. Hanno sparato un paio di volte – è questo l’addestramento?”.

La donna ha scritto diversi appelli a Putin chiedendo spiegazioni sul perché i soldati di leva “non combattono” ma “muoiono”.

 

agosto 2024.

La CNN riporta che nei primi quattro mesi dell’anno in Ucraina sono stati aperti 19.000 procedimenti contro soldati, per diserzione o abbandono. La rivista tedesca DW riporta che nei primi sei mesi dell’anno il fenomeno ha riguardato quasi 30.000 militari:
“Nella prima metà del 2024, le forze dell’ordine in tutta l’Ucraina hanno avviato quasi 29,8 mila nuovi procedimenti penali riguardanti la fuga di personale militare: 18,6 mila per abbandono non autorizzato di un’unità militare e 11,2 mila per diserzione, secondo le statistiche della Procura generale. Numeri che hanno già superato quelli dell’intero 2023 (quando furono avviate 24,1mila nuove indagini) e più di tre volte quello del 2022 (9,4mila casi)”, si legge in un report pubblicato il 2 agosto 2024.

In totale stima che dall’inizio della guerra su vasta scala, la procura abbia aperto circa 63,2mila procedimenti per abbandono o diserzione su un esercito di 880.000 uomini. Ovvero un soldato ogni 14.
3 agosto, kovel (UCRAINA).

A Kovel si è tenuta una manifestazione in cui decine di persone si sono recate al TCR (Ufficio di registrazione e arruolamento militare). I residenti locali del distretto di  Volyn hanno chiesto il rilascio di ragazzi che erano stati fermati a un posto di blocco e portati al TCR, dove gli sono stati sequestrati i loro telefoni. Grazie alla massiccia manifestazione e al malcontento della popolazione, i dipendenti del TCR sono stati costretti a rilasciare i ragazzi. La manifestazione è poi continuata. Sono state fatte barricate con pneumatici e cartelli stradali.

6 agosto, (UCRAINA).

Nella principale chat di Telegram che fornisce aiuto a chi cerca di fuggire dallo Stato ucraino, è stata sollevata la seguente domanda: “A fine mese porteranno un mio amico all’estero per l’addestramento. Dopo essere stato portato lì con la forza, ovviamente, non è diventato un patriota e vuole andarsene. Lo porteranno in Gran Bretagna, lo metteranno su un aereo. Lo trasporteranno attraverso la Polonia, qualche idea su come possa scappare? Abbiamo bisogno dell’esperienza di qualcun altro o della vostra, se ne avete”.
Uno dei moderatori ha risposto come segue: “Ci sono stati casi in cui le persone sono scappate proprio sulla strada in Polonia. È possibile scappare in qualsiasi paese… Solo nell’ultimo semestre ho comunicato con persone che sono scappate mentre si trovavano in Slovacchia, Germania, Polonia e Gran Bretagna (ma il loro destino è sconosciuto). Che provi a scappare per strada in Polonia, in ogni caso. In Gran Bretagna ci sono un paio di campi di addestramento – sulla terraferma e su un’isola separata. Di conseguenza, è impossibile lasciare l’isola, e se si è sulla terraferma, la questione della legalizzazione e dell’ulteriore permanenza in loco non è chiara. Anche se gli tolgono i documenti, lui può lasciare con calma la Polonia andando in Slovacchia e lì si legalizza con una foto”.

12 agosto, Kamenka (RUSSIA).

Almeno 500 persone che si sono rifiutate di combattere sono state prelevate dalla sede della 138a brigata di fucilieri motorizzati nell’insediamento militare di Kamenka, vicino a San Pietroburgo, dove si trova il centro di detenzione per militari ricercati. Tra i disertori c’erano persone con gravi problemi di salute, così come individui pronti ad andare in prigione pur di non andare al fronte: alcuni erano sotto inchiesta in un processo penale per abbandono della propria unità, altri erano in attesa di una commissione militare. In un video si vede la partenza di un gruppo di 150 persone che si sono rifiutate di partecipare alle ostilità. Una fonte di ASTRA Press ha dichiarato:
Dalle parole di persone a loro vicine, ieri verso le 18 hanno ricevuto un messaggio dagli uomini che si trovavano lì, in cui si diceva che erano stati improvvisamente chiamati ad allinearsi, e poi, senza alcuna spiegazione, sono stati messi su camion KamAZ e portati in un aeroporto militare sotto scorta. Il primo “gruppo” – circa 300 persone – è stato inviato in una direzione sconosciuta. La seconda parte – circa 150 persone – è finita la mattina a 7 km da Kursk in un campo di addestramento militare. “Ci hanno presi, ci hanno acciuffati come un pacco, ci hanno messi dentro e ci hanno portati via”, come raccontano le loro mogli e madri. Ai militari non è stata fornita alcuna spiegazione né è stato detto dove sarebbero stati mandati. “Come ha detto il compagno colonnello, stanno sciogliendo il centro [a Kamenka], ma non sa dove verranno portati”.
Secondo la fonte, circa 10 persone hanno rifiutato categoricamente di salire sugli autobus. Attualmente sono trattenute in una stanza separata e rischiano di essere mandate in un centro di detenzione preventiva. La parte che è stata portata al campo di addestramento militare vicino a Kursk è già stata spedita con le mitragliatrici in una direzione sconosciuta. Allo stesso tempo, circa 20 persone sono riuscite a fuggire.

15 agosto, KHARKOV (UCRAINA).

Come dichiarato dal portavoce del Servizio di sicurezza ucraino di Kharkov Vladislav Abdula, un soldato a contratto disertore è sospettato di aver dato fuoco a 6 veicoli delle Forze armate durante una notte. Il 22enne della comunità di Volchansk stava presumibilmente cercando attivamente un lavoro su Telegram, e un rappresentante dell’intelligence russa gli ha offerto del denaro. È stato preso in custodia e rischia fino a 10 anni di carcere (distruzione intenzionale o danni alla proprietà). L’uomo ha filmato sul suo telefono le sue azioni di preparazione e realizzazione del lavoro, per ogni incendio doloso avrebbe dovuto ricevere 40 mila grivnie.

15 agosto, (RUSSIA).

A causa della riluttanza della Russia a trasferire grandi forze dal Donbass alla difesa sul fronte di Kursk, i coscritti iniziarono ad essere reclutati in massa. Le promesse del Cremlino di non usare ragazzi di età compresa tra 18 e 20 anni, che spesso sono senza alcuna competenza militare e non sono stati reclutati per combattere, non si applicano a questo territorio. Coloro che sono sopravvissuti ai combattimenti sono costretti a firmare contratti per essere rimandati in prima linea.
La madre di un coscritto di nome Yulia ha dichiarato al canale Telegram pacifista russo ASTRA Press a metà agosto: “Mio figlio e i suoi compagni sono stati miracolosamente portati fuori dalla linea del fronte dai loro comandanti, dove si erano trovati prima dell’invasione. L’ufficio del procuratore militare li ha costretti a tornare alle loro posizioni, ma i ragazzi hanno rifiutato totalmente. Ora sono a Kursk, in un’unità militare. Vogliono mandarli al 3° scaglione della difesa dietro i gruppi d’assalto nella regione di Kursk.”

16 agosto, SATU MARE (ROMANIA).

Uomini ucraini hanno attaccato una pattuglia di frontiera ucraina, derubandola di armi e munizioni, riuscendo poi a scappare nella zona di Satu Mare, in Romania.

19 agosto, Cherkasy (UCRAINA).

Le Forze di Sicurezza hanno riferito dell’arresto di un disertore di 21 anni, un soldato a contratto di una delle unità militari della regione. Secondo gli investigatori, anche lui era in cerca di soldi e si è fatto aiutare da un conoscente. I due avrebbero tentato di incendiare 8 armadietti relè e sono stati colti in flagrante durante un altro tentativo. Rischiano l’ergastolo in base all’articolo sul sabotaggio.

19 agosto, Kursk (RUSSIA).

Un soldato inviato al campo di addestramento vicino a Kursk, non ha voluto tornare al fronte a causa delle ferite. Secondo quanto riportato dal canale ASTRA: “Secondo la moglie, al campo di addestramento nella regione di Kursk i comandanti hanno detto loro: “Scappate, se potete”. Di conseguenza, come sostiene la donna, 37 soldati sono riusciti a fuggire – con fucili automatici e giubbotti antiproiettile. In seguito sono stati trovati e arrestati dalla polizia militare. Durante un secondo tentativo di fuga, il marito dell’interlocutrice è stato colpito con un taser e un altro soldato è stato incatenato a un palo. Di conseguenza, tutti coloro che erano fuggiti sono stati caricati negli Ural-4320 militari e portati via in direzione sconosciuta. In seguito, solo lui è stato scaricato e inviato al quartier generale vicino a Belgorod, dove erano stati prelevati gli altri – verso non si sa dove. Lo stesso soldato mobilitato si trovava a Kamenka, sotto accusa secondo l’articolo relativo all’abbandono non autorizzato dell’unità; il suo processo era previsto per settembre. “Hanno deciso che la prigione era meglio di tutto questo. È ferito, coperto di frammenti. Riesce a malapena a camminare. Ha superato la commissione medica militare a Kamenka, gli hanno detto: sei di categoria B, ma noi scriveremo A. Hai braccia e gambe, vai a combattere” sostiene la moglie”.

21 agosto, (Ungheria).

Con un decreto emanato a giugno ed entrato in vigore il 21 agosto, Budapest ha stabilito che solo i rifugiati ucraini provenienti dalle aree ritenute direttamente coinvolte nel conflitto hanno diritto a un alloggio fornito dallo Stato.
Migliaia di rifugiati in fuga dalla guerra in Ucraina rischiano quindi di essere cacciati dagli alloggi di emergenza. Secondo alcune associazioni per i diritti umani gli sfratti sono già iniziati. Ciò lascia diverse migliaia di cittadini ucraini, in particolare della regione occidentale della Transcarpazia, di fronte alla prospettiva di essere buttati in strada, senza la volontà di tornare a casa né tantomeno andare al fronte.

27 agosto, Kamenka (RUSSIA).

Nella stessa 138a brigata era scoppiato uno scandalo per il comandante delle truppe d’assalto, Yevgeny Zarubin, di Kursk, che aveva parlato delle pesanti perdite subite a Volchansk. A luglio, lui e un suo subordinato di nome Sergey sono stati dimessi dagli ospedali. Entrambi ritenevano di non essersi completamente ripresi. Ai due soldati fu promesso di essere inviati per un ulteriore ricovero, invece sono stati accusati di essersi allontanati senza
autorizzazione, dopodiché furono picchiati e messi in una fossa. Poi entrambi sono stati portati via da qualche parte con dei sacchi in testa. Il 27 agosto, Zarubin è stato visto nel centro di detenzione di Kamenka, dove è tenuto sotto sorveglianza in isolamento, picchiato di notte e minacciato di essere “portato al fronte e azzerato”.

24 agosto, (RUSSIA).

Il canale liberale russo “Idite Lsom” ha pubblicato la seguente lettera di una donna:
Mio figlio è stato arrestato per aver aiutato dei disertori ed è stato trattenuto per tre settimane in una località sconosciuta. Non è un militare. Hanno organizzato un raid e lo hanno arrestato. Lo hanno preso insieme alla sua auto e lo tengono in un luogo sconosciuto. Da tre settimane non riusciamo a trovarlo. Secondo alcune voci, l’ufficio del comandante militare lo ha trattenuto, anche se non è un militare. Abbiamo chiamato l’ufficio del comandante e ci hanno detto che non lo hanno trovato. È stato rapito come fanno i banditi dall’FSB [Servizio di sicurezza federale]. Stiamo bussando alla porta di tutti. Sì, avete ragione, è totalmente un gruppo criminale organizzato”.

Il canale liberale russo “Go to the Forest" (o "Get Lost) aiuta i civili e i soldati russi a non partecipare alla guerra. Il portavoce di questa organizzazione, Ivan Chuviliaev, ha dichiarato che durante i 4 mesi della stagione calda, da maggio ad agosto, hanno fornito assistenza a 120 disertori, tenuto conto anche del fatto che la maggior parte dei disertori non contatta gli attivisti:
“120 richieste è normale in assenza di cause di forza maggiore. In inverno e in primavera c'erano molti prigionieri e feriti. In estate non ce n'erano. C'è stata una sola richiesta dalla regione di Kursk, e solo perché la persona è fuggita durante il viaggio. Questo si spiega con il fatto che non hanno bisogno di noi per disertare. Possono andarsene da soli, scappare. Questo non è il territorio occupato dell'Ucraina, dove c'è la polizia militare, l'FSB [Servizio di Sicurezza Federale] e altri. Questo è territorio russo, non ci sono i posti di blocco che erano stati istituiti 10 anni fa, come a Lugansk o a Donetsk, e credo che semplicemente non ci sia polizia militare. Ci contatteranno quando capiranno che non riescono a vivere illegalmente e devono andarsene. Coloro che prestano servizio nell'esercito vengono mandati nella regione di Kursk, nessuno paga loro nulla. È un gulag, vengono mandati lì, non possono scappare per loro spontanea volontà. Ci sono soldati a contratto tra coloro che partecipano alle battaglie vicino a Kursk? Sì, ci sono. Quelli che sono stati costretti a firmare un contratto o a cui è stata messa una croce nel contratto a loro insaputa”.
27 agosto, Lutsk (UCRAINA).

Nella notte, uno sconosciuto ha aperto il fuoco postazione di sicurezza del TCR della città di Lutsk, nell’Ucraina occidentale. Il soldato maggiore M. è rimasto ferito ed è stato ricoverato in ospedale. Nonostante il fuoco di ritorno, l’aggressore è riuscito a fuggire.

29 agosto, (RUSSIA).

Le donne detenute vengono assunte per contratti con il Ministero della Difesa russo. Dichiara una donna al canale telegram “Idite Lesom”: “Mia figlia è stata recentemente rilasciata dalla custodia cautelare. Ha detto che ci sono molte donne detenute che sono pronte a prestare servizio con un contratto per un anno. Per quanto nel so, tutti i contratti sono ormai a tempo indeterminato in ogni circostanza. Le persone non hanno informazioni, a volte non hanno avvocati adeguati e possono essere ingannate. Mia figlia ha contatti con chi è rimasto lì, potrebbe spiegare la situazione.”

30 agosto, (RUSSIA).

Dal canale Telegram “Idite Lesom”: “Si avvicina la leva militare autunnale. Il 1 Ottobre inizia la coscrizione autunnale per il 2024. Ora i coscritti vengono inviati in massa nella regione di Kursk: riceviamo un numero enorme di richieste di aiuto da coloro che sono già stati inviati al fronte e da coloro che hanno paura di finire al fronte. I coscritti scrivono che sono pronti a disertare per non finire alla frontiera. I coscritti vengono catturati e sono costretti a firmare contratti. Tutti i contratti sono a tempo indeterminato e i loro firmatari possono essere inviati ovunque. Ciò significa che il coscritto non viene solo inviato nella regione di Kursk, ma anche che successivamente continuerà a partecipare alle ostilità – fino alla fine della vita di Putin, o fino alla fine della guerra, o fino alla fine della propria vita. Firmando un contratto, firmi la tua condanna a morte. Il regime CTO (operazione antiterrorismo) è stato dichiarato in tre regioni, quindi i coscritti possono essere inviati ovunque: Kursk, Belgorod o Bryansk. Possono essere mescolati a seconda della situazione. Se le forze armate ucraine avanzano vicino a Bryansk, quelle che si trovano vicino a Kursk o Belgorod verranno trasferite lì. Secondo la legge, i coscritti possono essere inviati nella zona della cosiddetta CTO solo dopo quattro mesi di servizio e se hanno una specializzazione militare. Ciò significa che coloro che saranno convocati a ottobre non potranno essere formalmente inviati in tali regioni prima di febbraio. Ma la pratica dimostra che la legge è violata. Ad ogni ricorso si moltiplicano i casi di arbitrarietà. Il punto di reclutamento unificato di Mosca (UPP) si è già guadagnato la triste reputazione di luogo dove si può entrare e non uscire. Non è una esagerazione: i coscritti che si rivolgono a noi per chiedere aiuto parlano del PPE come di una vera e propria trappola. La situazione si sta surriscaldando e dobbiamo prepararci subito per la chiamata. Dal 1 gennaio 2024 l’età di leva è stata aumentata a 30 anni. E dal 1 novembre intendono lanciare un registro elettronico di registrazione militare, che introdurrà ulteriori difficoltà. L’eventuale mandato di comparizione pubblicato nel “Registro delle citazioni” sarà considerato notificato dopo 7 giorni. Restano invariate le norme relative al differimento e alla possibilità di dispensa dal servizio per motivi di salute, nonché il diritto al servizio civile alternativo (ACS). Ma la realtà è che gli uffici di registrazione e arruolamento militare daranno la caccia a coloro che stanno cercando di evitare la coscrizione. Raid, detenzioni: tutto questo è già diventato routine. E se vieni catturato, sarà difficile lasciare l’ufficio di registrazione e arruolamento militare o il punto di raccolta. (…)

Fine agosto, (Polonia).

La Polonia non riesce a formare la cosiddetta “Legione ucraina” con i rifugiati ucraini, poiché non ci sono praticamente volontari. Lo ha affermato il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski in un’intervista ai media ucraini.

luglio 2024.

C'è "un presagio di guerra civile" in Ucraina. Secondo le informazioni ufficiali, 4,6 milioni di persone hanno aggiornato i propri dati sul portale per la registrazione militare nei due mesi dall'approvazione della legge sulla mobilitazione totale (18 maggio) fino al 17 luglio. Almeno altri 6 milioni "sono soggetti a responsabilità amministrativa automatica". Ciò significa che circa la metà della popolazione maschile del paese si trova in una posizione de facto illegale.
1 luglio, (Ucraina).

L’ufficio del Presidente ha segnalato una protesta nella 14a brigata meccanizzata delle forze armate ucraine in direzione di Kupyansk. Persino la sua audience pensa che il fragging (termine coniato durante la Guerra del Vietnam per indicare l’assassinio di ufficiali da parte delle loro unità di combattimento) sia meglio delle lamentele: “Lascia che sparino all’ufficiale, qual è il problema?

11 luglio, Kozinka (Russia).

Nel villaggio della regione di Belgorod, il soldato Alexey Zhuravlev, della Repubblica di Chuvashia, ha ucciso due colleghi con una mitragliatrice e ne ha ferito un altro. Poi è fuggito con l’arma ed è stato catturato qualche giorno dopo. Secondo una versione, il soldato avrebbe reagito alle prepotenze e alle umiliazioni. Secondo un’altra, semplicemente non voleva combattere e non vedeva altre possibilità di fuga.

14 luglio, Odessa (Ucraina).

Guardie di frontiera hanno fermato un’auto con quattro reclute fuggite da un battaglione di addestramento. Una di loro, arruolata un mese fa, avrebbe iniziato a strangolare una guardia di frontiera ed è stata uccisa a colpi di arma da fuoco.

15 luglio, Leopoli (Ucraina).

Ignoti hanno lanciato una granata dentro ad un ufficio per l’arruolamento nel distretto di Zolochiv. Sono state danneggiate le finestre e la facciata.

15 luglio, Sebastopoli (Russia).

Il canale Telegram del movimento Atesh, che lavora per l’intelligence militare ucraina in Crimea, ha scritto a proposito dell’810a brigata marina di Sebastopoli:
Dopo numerosi fallimenti a Krynki, parte della brigata è già avanzata verso la sezione del fronte a Kharkov. A causa delle pesanti perdite subite nella direzione di Kherson, più di 100 persone si sono rifiutate di prendere parte a ulteriori operazioni di combattimento. I feriti sono rimasti negli ospedali di Henichesk e Skadovsk. Non c’è tempo per rimpiazzare il personale con nuove persone  e il comando segnala il 75% di disponibilità al combattimento da parte della brigata”.

Se durante gli ultimi mesi le unità marine di entrambe le parti si sono rifiutate di spararsi addosso, questa può essere considerata una sorta di fraternizzazione a distanza?

19 luglio, odessa (ucraina).

Una folla di passanti ha bloccato la strada nella zona di Privoz, impedendo alla polizia di trattenere un conducente che presumibilmente non si è fermato a un posto di blocco. Nella mischia, l’uniforme del poliziotto è stata strappata.

Metà luglio, ODESSA (UCRAINA).

Un deputato locale è stato presumibilmente picchiato in strada nella zona di Tairovo, per aver contribuito a distribuire avvisi di reclutamento militare.

26 luglio, Belgorod (RUSSIA).

Sei detenuti sono fuggiti dal campo di addestramento nel distretto di Korochansky e altri tre sono fuggiti il giorno successivo. La loro sorte è ignota.

26 Luglio, Praga (REPubblica CECA).

Decine di rifugiati ucraini hanno protestato davanti all’ambasciata dello Stato ucraino a Praga, contro il rifiuto di Zelensky di rilasciare documenti e per le violazioni dei diritti umani in Ucraina e all’estero. L’ambasciatore si è nascosto dietro una recinzione. Ai rifugiati non è stato permesso di entrare nell’ambasciata, presidiata da un cordone di polizia.

28 luglio, LUOGO IMPRECISATO (Russia).

L’istruttore Evgeny Zarubin, un ex wagneriano, residente a Kursk, facente parte della 138a brigata di fucilieri motorizzati, è stato messo sulla lista dei ricercati per abbandono non autorizzato dell’unità. All’inizio dell’estate, aveva registrato un video messaggio virale sulle pesanti perdite durante uno degli assalti di Volchansk. In seguito il comando lo ha costretto a ritrattare. Insieme a Zarubin, anche  la sua arma è scomparsa.